Non si fermano gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine- In Venezuela ancora morti e feriti

2017-05-16 L’Osservatore Romano

Non si fermano in Venezuela le proteste contro il governo. Migliaia di oppositori sono scesi in strada, ieri, e hanno bloccato importanti arterie con sit-in che hanno scatenato violenze, non solo a Caracas ma in tutto il paese. Almeno due i morti, tra i quali anche un giovane di 18 anni nello stato di Táchira. 

Manifestante durante le proteste nella capitale Caracas (Ap)

È la settima settimana di proteste per chiedere nuove elezioni e cancellare la proposta di una nuova assemblea costituente avanzata dal presidente Maduro. Dall’inizio di aprile oltre quaranta persone sono morte negli scontri tra dimostranti e forze dell’ordine; centinaia i feriti.

La situazione è molto tesa. Governo e opposizione non riescono a far ripartire il dialogo mentre il paese deve affrontare una crisi economica e sociale senza precedenti. Ieri l’Unione europea è intervenuta chiedendo il rispetto del «diritto di manifestare pacificamente» e auspicando «soluzioni pacifiche» alla crisi. È quanto si legge in un comunicato congiunto firmato dai ministri degli esteri dell’Ue. «La violenza e il ricorso alla forza non permetteranno di risolvere la crisi che attraversa il paese. I diritti fondamentali dei venezuelani, compreso quello di manifestare pacificamente, devono essere rispettati» affermano i ministri. «È fondamentale che tutte le parti si astengano dal ricorso alla violenza». Intanto, l’ex candidato presidenziale e leader dell’opposizione, Henrique Capriles, ha detto alla stampa che la protesta nelle strade durerà «dodici ore o finché il nostro corpo ci sosterrà» in allusione alla «repressione delle forze dell’ordine» che ha segnato le manifestazioni che si susseguono da più di un mese.