Mons. Auza: tecnologia deve educare alla solidarietà

2017-05-18 Radio Vaticana

“Le innovazioni tecnologiche devono essere strumenti per educare le persone ad una vera solidarietà e per superare una ‘cultura dello scarto’ che pone il prodotto, e non le persone, al centro dei sistemi tecno-economici”: questo il monito lanciato da mons. Bernardito Auza, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’Onu, intervenuto ieri a New York ad un incontro sul tema dell’innovazione tecnologica.

Innovazione tecnologica contribuisca a uguaglianza ed inclusione sociale
Auspicando che “la crescita delle innovazioni scientifiche e tecnologiche contribuisca ad una maggiore uguaglianza ed inclusione sociale”, anche nell’ottica dell’implementazione degli Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile, mons. Auza ha ribadito l’importanza, per tali strumenti, di essere accompagnati dalla “rivoluzione della tenerezza” spesso citata da Papa Francesco. “È grazie alla compassione ed alla tenerezza nei confronti dell’altro – ha spiegato il presule – che si avverte la gioia di poter condividere le innovazioni in favore dello sviluppo dei popoli e delle società”.

Tenerezza non è debolezza, ma forza trasformatrice
“La tenerezza – ha aggiunto – non è una dimostrazione di debolezza, ma è una forza trasformatrice” che non “lascia indietro nessuno”, secondo un atteggiamento di “solidarietà condivisa”. In questo senso, “la tenerezza diventa un modo per servire il bene comune”. Quindi, mons. Auza ha ricordato quanto la Santa Sede sia attenta al progresso tecnologico, un atteggiamento evidenziato anche dal fatto che “Papa Francesco ha decine di milioni di follower su Twitter ed ha il maggior numero di retweet”.

Un futuro all’insegna della condivisione
L’intervento dell’Osservatore permanente si è concluso con l’auspicio che “il futuro dell’umanità sia nelle mani di coloro che riconoscono l’altro come un ‘tu’ e se stessi come parte di un ‘noi’”, così da “condividere i successi e gli oneri reciproci”. (I.P.)

(Da Radio Vaticana)