Messaggio del Papa al Forum di Davos: non dimenticare i poveri

2016-01-20 Radio Vaticana

Il mondo imprenditoriale non si faccia “anestetizzare” dalla cultura del benessere, non dimentichi i poveri e crei un’occupazione dignitosa per la persona umana affinché nel lavoro non sia “rimpiazzata da una macchina senz’anima”. Questi gli auspici del Papa nel messaggio al Forum Economico Mondiale di Davos, aperto ieri nella località svizzera, e dedicato al tema: “Padroneggiare la quarta rivoluzione industriale”. La lettera di Francesco, indirizzata al prof. Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del Forum, è stata consegnata nel pomeriggio dal cardinale Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. Il servizio di Giada Aquilino:

Non lasciarsi anestetizzare dal benessere
“Non dimenticate i poveri”: il consumismo non procura “la felicità di una vita piena”. Questo l’“appello” di Papa Francesco ai dirigenti del mondo degli affari, ma anche una “sfida primaria” per loro. Non dobbiamo mai permettere, scrive il Pontefice, che “la cultura del benessere ci anestetizzi”, ci faccia pensare soltanto ai “privilegi”, rendendoci incapaci di provare “compassione” dinanzi al grido di dolore degli altri e di piangere davanti ai drammi a cui assistiamo. Perché piangere significa “partecipare” alle sofferenze degli altri e “rendersi conto che le nostre stesse azioni sono causa di ingiustizia e disuguaglianza”.

Uomo guidi sviluppo tecnologico, non il contrario
Ringraziando il presidente del Forum per l’incontro “che cerca – sottolinea - di incoraggiare una continua responsabilità sociale ed ambientale” attraverso un “dialogo costruttivo” con tanti leader internazionali, Francesco mette in luce la necessità odierna di dar vita a “nuovi modelli imprenditoriali che, nel promuovere lo sviluppo di tecnologie avanzate, siano anche in grado di utilizzarle per creare un lavoro dignitoso per tutti, sostenere e consolidare i diritti sociali e proteggere l’ambiente”. L’uomo, ribadisce il Papa, “deve guidare lo sviluppo tecnologico, senza lasciarsi dominare da esso”.

Disoccupazione oggi riguarda centinaia di milioni di persone
L’avvio della cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”, nota il Papa, è stato accompagnato da una crescente percezione “dell’inevitabilità di una drastica riduzione nel numero dei posti di lavoro”: l’Organizzazione Internazionale per il Lavoro indica che attualmente “la disoccupazione riguarda centinaia di milioni di persone”. La “finanziarizzazione” e la “tecnologizzazione” delle economie nazionali e globale - aggiunge il Pontefice - hanno prodotto profondi cambiamenti nel campo del lavoro: le diminuite opportunità per un’occupazione “vantaggiosa e dignitosa”, insieme a una “riduzione della copertura previdenziale”, stanno causando una “preoccupante crescita della disuguaglianza e della povertà” in diversi Paesi.

Nel lavoro, uomo non sia rimpiazzato da macchine
L’obiettivo per i leader mondiali appare dunque quello di assicurare che l’imminente ‘quarta rivoluzione industriale’, gli effetti della robotica e delle innovazioni scientifiche e tecnologiche non conducano alla “distruzione della persona umana”, perché destinata ad essere “rimpiazzata da una macchina senz’anima”, o alla trasformazione del nostro pianeta in un “giardino vuoto per il diletto di pochi scelti”. I processi in corso vanno quindi diretti e governati “per edificare società inclusive, basate sul rispetto della dignità umana, sulla tolleranza, sulla compassione e sulla misericordia”.

Aprire menti e cuori a poveri
Riprendendo un concetto espresso nel suo viaggio in Centrafrica, nel novembre scorso, Francesco esorta “chi ha i mezzi per condurre una vita dignitosa” ad aiutare i più poveri affinché anch’essi possano godere di condizioni di vita “rispettose della dignità umana, in particolare attraverso lo sviluppo del loro potenziale umano, culturale, economico e sociale”. L’invito del Papa è quello contenuto pure nella Bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia: potremo diventare “più pienamente umani” attraverso la responsabilità nei confronti dei nostri fratelli e sorelle, che è “parte essenziale della nostra comune umanità”. “Non abbiate paura di aprire le menti e i cuori ai poveri”, aggiunge ancora il Papa ai partecipanti al Forum di Davos, in modo da dare “completa libertà di azione” ai rispettivi talenti economici e tecnici.

Perseguire salvaguardia creato e progresso integrale
Francesco sollecita inoltre la ripresa del dibattito su “come costruire il futuro del pianeta”, di quella “nostra casa comune” dell’Enciclica “Laudato si’”, chiamando a “uno sforzo congiunto” per uno sviluppo sostenibile ed integrale. D’altra parte l’attività imprenditoriale - di cui più volte il Papa ha notato la “nobile vocazione” a produrre ricchezza e a migliorare il mondo - ha la responsabilità, ribadisce Francesco, “di aiutare a superare la complessa crisi sociale ed ambientale e di combattere la povertà”, in modo da migliorare le precarie condizioni di vita di milioni di persone e colmare il divario sociale, che “dà origine a numerose ingiustizie ed erode i valori fondamentali della società, tra cui l’uguaglianza, la giustizia e la solidarietà”. In tal senso, conclude, il Forum Economico Mondiale può diventare una piattaforma per la salvaguardia del creato e il raggiungimento del progresso, anche in merito agli obiettivi ambientali e per “massimizzare” gli sforzi al fine di sradicare la povertà, come stabilito nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e nell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.

(Da Radio Vaticana)