Messa in Coena Domini. Il Papa laverà i piedi dei migranti

2016-03-24 Radio Vaticana

Papa Francesco apre questo pomeriggio il Triduo Pasquale celebrando alle 17.00 la Messa in Coena Domini con gli 892 migranti ospiti del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, uno dei più importanti d’Italia, gestito dal 2014 dalla cooperativa sociale Auxilium. Il servizio di Roberta Barbi:

Sono quasi un migliaio, per la maggior parte africani e musulmani, ma anche cattolici, pentecostali e qualche indù, ma oggi, con un unico cuore gonfio di emozione, stanno aspettando la visita di Papa Francesco. Sono gli ospiti del Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto, con i quali il Pontefice celebrerà la Messa in Coena Domini del Giovedì Santo. Ancora una volta, e sempre più nell’Anno della Misericordia, lo sguardo del Santo Padre si rivolge ai più poveri, presi in rappresentanza di quei milioni di poveri che ogni giorno intraprendono il loro personale viaggio della speranza per risvegliare le coscienze di tutti dall’indifferenza e far condividere la responsabilità di prenderci cura di chi fugge da casa propria alla ricerca di una vita migliore per sé e per la propria famiglia. Ma chi sono questi ultimi ospitati nei centri d’accoglienza? Lo spiega al microfono di Fabio Colagrande il neodirettore del Centro, il palestinese Akram Zubaydi:

“Le persone che arrivano qui sono richiedenti asilo. Appena arrivano qua si fa la registrazione: dopo aver fatto il foto-segnalamento presso le questure, arrivano qui, dove li accogliamo e dove cerchiamo di fornire loro tutti i servizi per le richieste, per le visite mediche, per la mediazione culturale, per l’assistenza socio-psicologica e per le normative. Dopo essere giunte qui, le persone attendono un bel po’ di tempo prima di arrivare davanti alla Commissione per conoscerne la decisione: se è positiva, ricevono il documento; se è negativa, avranno invece il diniego”.

Il Papa arriverà a Castelnuovo di Porto alle 16.45 e sarà accompagnato tra gli ospiti da tre interpreti d’eccezione: Ibrahim, afghano, Boro, del Mali, e Segen che viene dall’Eritrea. Assieme a loro saluterà gli ospiti uno per uno e consegnerà a ognuno un dono: sono già arrivate 200 uova di Pasqua, una scacchiera e numerosi palloni da calcio e palline da baseball autografate, di quelle che le varie squadre del mondo regalano al Papa. La sua presenza qui, oggi, per ognuno degli ospiti, ha davvero un significato particolare. Ancora il direttore:

“Per noi ha un significato molto grande, anche perché, nel nostro piccolo, al Cara di Castelnuovo di Porto siamo un esempio di convivenza fra le diverse nazionalità e le diverse religioni. Questa visita di Papa Francesco, da noi, oggi, ci dà la forza e l’orgoglio per continuare il nostro lavoro, verso la fratellanza universale. Per noi questa giornata e questa visita di Papa Francesco rappresenta un segnale fortissimo che dà a tutto il mondo: siamo tutti quanti uguali, preghiamo in modo diverso, ma preghiamo sempre per lo stesso Dio”.

Saranno 11 migranti e un’operatrice italiana che lavora ogni giorno accanto a loro, a impersonare oggi i 12 Apostoli cui Papa Francesco laverà i piedi. Tra loro quattro giovani nigeriani cattolici, tre mamme eritree di religione copta ma anche un indiano di religione indù e tre musulmani: un siriano, un pakistano e un maliano. Tra loro Sira Madigata, maliano e di religione musulmana che ha voluto condividere la propria gioia:

“Quando ho saputo che il Papa sarebbe venuto qui, mi sono emozionato… Quando poi mi hanno detto che sarei stato uno dei dodici ragazzi cui il Papa avrebbe lavato i piedi, sono rimasto senza parole! Per noi oggi è una grandissima giornata! Stiamo aspettando la persona più importante di questa epoca. Siamo tutti emozionati! Sono contentissimo di avere davanti a me, davanti a miei occhi Papa Francesco”.

Tra coloro che vivranno in prima persona la celebrazione di oggi, anche Okosun Shadrag, cattolico di origini nigeriane. Parla poco e male l’italiano, ma la sua testimonianza comunica lo stesso tutta l’emozione di essere qui:

“È una grande emozione per me. Quando mi è stato detto che il Papa avrebbe lavato i miei piedi, io non riuscivo a crederlo! Io sono un uomo, un immigrato e il Papa laverà i miei piedi! Ancora non riesco a credere che il Papa laverà i miei piedi…”.

(Da Radio Vaticana)