Merkel e Macron d'accordo sulla riforma dell'Europa

2017-05-16 Radio Vaticana

L’Europa al centro del colloquio, ieri a Berlino, tra il neopresidente francese, Emanuel Macron, e il cancelliere tedesco, signora Angela Merkel. I due leader si sono trovati d’accordo sull’esigenza di riformare l’Unione dei 27, un tema, questo, rilanciato proprio dal capo dell’Eliseo di fronte alle pressanti esigenze internazionali. Ma che cosa vuol dire riformare oggi l’Europa? Giancarlo La Vella lo ha chiesto a Carlo Casini, già parlamentare europeo e presidente del Movimento per la Vita:

R. - Non basta affatto pensare all’Europa come a un mercato, come a un’area di progresso economico: ci vuole anche questo, ma ricordo sempre ciò che Giovanni Paolo II disse a noi, del Movimento per la vita: “L‘Europa di domani è nelle vostre mani. Voi lavorate per restituire all’Europa la sua vera identità, quella di essere il luogo dove la persona – ogni persona – è accolta nella sua incomparabile dignità”. Quindi, o si riscoprono le origini dell’Europa, o si ridà un’anima all’Europa, o altrimenti tutte le riforme non servono a niente. Ecco perché, almeno noi cattolici, abbiamo questo compito: fare riscoprire i valori di fondo del Vecchio Continente, tutti legati alla dignità dell’uomo. Quindi, ci vogliono riforme strutturali, una più stretta unione – anche dal punto di vista dell’efficienza democratica – ma bisogna ritrovare un umanesimo che sia legato come prima cosa alla dignità umana.

D. – Esigenze come il rafforzamento della sicurezza e l’accoglienza dei migranti rischiano di essere due questioni in conflitto?

R. – Assolutamente no! E’ logico che noi dobbiamo avere le braccia aperte; anche se è vero che un’immigrazione senza alcun controllo rischia di trovare un’incentivazione ad atti terroristici. Quindi, un controllo sì, ma con le braccia aperte. Tutto questo non è facile, però il criterio non può essere che questo.

D. – L’accelerazione data alle riforme europee dall’elezione del presidente francese Macron rischia di far diventare un’eventuale riforma soltanto qualcosa gestita da pochi Stati?

R. – L’Europa è una comunità di popoli e quindi tutti devono concorrere. Ci sono degli Stati più forti e degli Stati meno forti, ma certo l’Italia è un Paese fondatore e non può essere collocato tra gli Stati più deboli. Io ho abbastanza fiducia nella Merkel, ma sono contrario a creare un’Europa a due velocità: l’Europa dev’essere a una sola velocità e quindi noi dobbiamo premere in questa direzione. Penso che molte delle cose che sono successe, ad esempio, negli ultimi tempi – come i bombardamenti francesi sulla Libia, eccetera – sono dovuti al fatto che non c’è una difesa europea unitaria. Quell’idea di De Gasperi, di avere un esercito unico, era un modo per far sì che non ci fossero mosse isolate, che poi mettessero in pericolo la pace, e soprattutto si creasse una vera e propria comunità politica.

(Da Radio Vaticana)