L’Oms conferma l’aggravarsi della carestia - Appello per il Sud Sudan

2017-12-07 L’Osservatore Romano

Si fa sempre più drammatica la situazione in Sud Sudan. Sono 40.000 le persone che vivono in piena catastrofe umanitaria e sei milioni di persone — pari a oltre la metà della popolazione — sono a rischio di carestia. 

Una donna in cerca di acqua potabile in un  villaggio a nord ovest di Giuba (Afp)

A denunciarlo è l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La stagione del raccolto è stata povera e si stima che oltre un milione di bambini sotto i cinque anni non avranno adeguato nutrimento il prossimo anno. Stiamo lavorando «per non far cadere il Sud Sudan in un abisso senza speranza» ha commentato Evans Liyosi, rappresentante Oms nel paese. Da quando è stata dichiarata la carestia lo scorso febbraio, più di 2500 bambini malnutriti con complicazioni mediche hanno ricevuto cure mediche attraverso i programmi dell’Oms, che lavora per fornire farmaci essenziali, formare gli operatori sanitari per gestire la malnutrizione grave con complicanze mediche e donare kit per il trattamento di questa patologia nelle aree più colpite.

Secondo il rapporto intitolato Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), la catastrofe umanitaria potrebbe continuare anche nel 2018, soprattutto nell’ex stato di Wester Bahr el Ghazal. Il conflitto in corso, l’instabilità economica e i limiti di accesso alle agenzie umanitarie, infatti, hanno ulteriormente indebolito un sistema sanitario già fragile. Molte famiglie non hanno accesso alle cure di base, vaccini inclusi. La crisi alimentare non sta passando e il 2018 rischia di essere peggiore.

Intanto, è tutto il paese a vivere in una situazione di precarietà e scontri. In questi giorni, alcuni miliziani della fazione ribelle del Sud Sudan, South Sudan united movement/armed forces (Ssum/A), hanno ingaggiato uno scontro a fuoco che ha causato la morte di almeno tre persone in una zona di confine con il Sudan.