L’invito della quaresima - Meravigliarsi è un dovere

2016-03-04 L’Osservatore Romano

Maria Cristina Carlini, «La mia Wunderkammer» (2013, particolare)

Tutto accade nel modo più inaspettato e meraviglioso quando sei nello stato d’animo giusto. All’improvviso, nel tuo diario, trovi una frase luminosa, due, tre, un’intera pagina: è nato il germe di un libro, una visione che chiede solo di essere trascritta, un’opera d’arte che ti chiede il permesso di esistere e un fuoco che vuole solo che lo attizzi per riscaldare e illuminare l’umanità, ché per questo si scrivono i libri. Lo scrive Pablo d’Ors aggiungendo che o all’improvviso appare al tuo orizzonte una persona di cui in un secondo t’innamori follemente, una persona a cui daresti la vita intera anche senza conoscerla. Inaspettatamente, solo perché è bella, o perché sorride, o per il timbro della sua voce che ti ricorda quello della ragazza di cui ti sei innamorato da adolescente, desideri darti a lei, immergerti in lei, abbracciare la sua umanità e creare al suo fianco un’umanità nuova.

O all’improvviso senti Dio in modo chiaro, irrefutabile, travolgente. È una sensazione ineffabile, effervescente, trasformatrice, inequivocabile. Dio è allora — chi lo avrebbe detto? — più reale che mai, e tutto il resto, tutti gli altri, sono lì solo per essere partecipi di quella meraviglia che tu, chissà perché, hai scoperto a vent’anni, o a cinquanta, e senti l’imperioso bisogno di comunicare.

di Pablo d’Ors