L'incontro tra Francesco e Cirillo sulla stampa internazionale - Un sorriso contro secoli di divisione

2016-02-13 L’Osservatore Romano

Il percorso è stato lungo, difficile, ma alla fine il traguardo è stato raggiunto. Così «The Guardian», nell’edizione del 13 febbraio, inquadra lo storico incontro a Cuba tra Papa Francesco e il Patriarca Cirillo. Il titolo dell’articolo, di Alce Luh, «Finalmente!» richiama l’esclamazione di Francesco nell’atto di abbracciare il Patriarca, in modo da rendere ancor più evidente il significato di un incontro che ha potuto avere luogo grazie a un lavoro lungimirante, accurato e paziente. Il quotidiano britannico mette in rilievo che le fonti sia della Chiesa cattolica sia della Chiesa ortodossa hanno tenuto a precisare che l’avvenimento è “apolitico”, radicato in un ben preciso impegno pastorale, diretto anzitutto ad affrontare la drammatica questione dei cristiani in Medio oriente. Al riguardo nell’articolo si cita il portavoce di Cirillo, Alexander Volkov, il quale afferma che «al cento per cento l’incontro non ha alcun rapporto con la politica».

Sul carattere storico dell’incontro pone l’accento «The Washington Post» del 13 febbraio. In particolare si rileva come da questo avvenimento i temi dell’unità e del dialogo possano beneficiare di un nuovo slancio e di un’attenzione ancor più forte. Nell’articolo Nick Miroff sottolinea come in questo scenario il dramma della persecuzione dei cristiani in Medio oriente acquista un’importanza maggiore e si potrebbe quindi sottrarre dal rischio di essere sottovalutato o addirittura marginalizzato. Anche «The Washington Post» ricorda che l’incontro fra il Papa e Cirillo ha un carattere solo pastorale, ma nello stesso tempo indica l’eventualità che proprio grazie a tale avvenimento anche alcuni nodi di carattere politico, che caratterizzano determinate situazioni internazionali, dal conflitto in Siria al flusso dei rifugiati in Europa, potrebbero conoscere una svolta positiva.

In un articolo di John L. Allen Jr. e Inés San Martín sul «Boston Globe» di sabato 13 vi è il dettagliato elenco di tutti i punti della dichiarazione firmata dal Papa e da Cirillo. A commento si sottolinea come tale documento abbia il merito di comprendere le essenziali questioni che attualmente interpellano la comunità internazionale: una dichiarazione che, di conseguenza, si pone anche come un memento per tutti coloro che, a vario titolo e a vari livelli, sono chiamati ad affrontare e risolvere i tanti problemi nel mondo.

«The New York Times» del 13 febbraio rileva come un incontro così importante si sia tenuto in un particolare contesto logistico, ovvero in una saletta dell’aeroporto dell’Avana. Ma è anche questa dimensione di semplicità che concorre a dare un impatto ancor maggiore, rileva Jim Yardely, a un «passo storico». Il quotidiano newyorkese mette in rilievo che per decenni si è cercato di sanare le divisioni tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa e ora grazie all’impegno ecumenico di Papa Francesco — uno dei cardini del suo magistero — questo incontro ha potuto avere luogo. E ciò apre promettenti prospettive per il futuro lungo il cammino del dialogo religioso e anche in uno scenario ancora più ampio.

Grande risalto all’avvenimento è stato dato dalla stampa italiana. Il «Corriere della Sera» di sabato 13 mette in evidenza, in un articolo di Gian Luigi Vecchi, che l’abbraccio tra Francesco e Cirillo serve per riaprire il dialogo. Si è trattato di un momento storico tra le due Chiese cristiane divise da uno scisma millenario.

In un altro articolo, firmato da Luigi Accattoli, si sottolinea come il Papa della «Chiesa in uscita», voglia che essa raggiunga le popolazioni più vaste e più lontane rispetto al centro romano della cattolicità. L’idea che ha Francesco è un’idea missionaria a tutto campo che, nell’intenzione, non sottostà a nessuna regola politica o ideologica: anzi mira a sovvertirle o a eluderle per ottenere l’obiettvo di avvicinamento a ogni umanità.

Nell’editoriale su «Avvenire» di sabato 13, Enzo Bianchi sottolinea che l’incontro e le parole scambiate tra i due su come difendere la presenza delle antichissime Chiese in Medio oriente e in Africa, «un giorno si riveleranno molto più decisivi delle parole del comunicato, che certamente contiene novità di aperture e accenti ecumenici».

È da Cuba che riparte un percorso di di riconciliazione tra cattolici e ortodossi, sottolinea «El País» di sabato 13. Il Patriarca Cirillo, rileva nell’articolo Pablo Ordaz, è riuscito a mettere ordine, grazie a un paziente lavoro, nelle strutture di una Chiesa «dispersa e paralizzata». Francesco ha tracciato, in maniera sempre più profonda, una linea sinodale, nell’ottica dell’ascolto e del dialogo. Sono questi i presupposti che hanno reso possibile l’incontro all’Avana. Dal canto suo il quotidiano spagnolo «Abc», in un articolo di Juan Vicente Boo, definisce l’abbraccio tra Francesco e Cirillo un gesto che rompe con secoli di divisione in Europa: una divisione che «non ha più senso nel mondo di oggi».