Libia: recuperati 30 corpi di migranti, si teme strage

2017-11-26 Radio Vaticana

Di Roberta Barbi

Ancora morti della sofferenza e della disperazione, ieri mattina, nel Mediterraneo: la Marina libica ha ritrovato vicino alla costa almeno 30 corpi di migranti, tra cui 18 donne e 3 bambini ma, dal momento che in media ogni imbarcazione trasporta fra le 110 e le 120 persone, si teme una vera e propria strage con almeno una quarantina di dispersi.

Eppure, un paio di giorni fa l’Organizzazione mondiale per le migrazioni (Oim) aveva diffuso dati che lasciavano intravedere una seppur piccola evoluzione positiva sul fronte delle partenze dalla Libia: la “rotta mediterranea centrale”. Non è così ottimista don Gianni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes:

“Prima di dare dei giudizi bisogna aspettare dei tempi, diciamo meno brevi, perché un blocco temporaneo non significa che queste migrazioni si interrompano. Anche perché le cause che ne sono all’origine, a queste questioni finora non si è iniziato ancora a mettere mano”.

Sembrerebbe scongiurato, invece, il pericolo dell’apertura di una nuova rotta dalla Tunisia sulla quale si era registrato un picco l’estate scorsa per le condizioni climatiche favorevoli. Intanto, proprio da Tunisi, il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, che ha incontrato il presidente tunisino Essebsi e l’inviato dell’Onu per la Libia Ghassan Salamé, auspica una maggiore solidità politica per la Libia e accenna all’obiettivo di arrivare entro il 2018 a elezioni a suffragio universale. Il premier ha inoltre invitato organizzazioni e ong ad approfittare della recente apertura da parte delle autorità libiche e realizzare quindi controlli nei campi profughi. Sul tavolo, ancora l’apertura di corridoi umanitari come strumento di lotta ai trafficanti di esseri umani e per dare speranza alle persone che fuggono dai loro Paesi, come ricorda don De Robertis:

“Bisogna riaprire la possibilità anche di migrare in un modo sicuro e secondo il diritto, senza affidarsi purtroppo a quelli che lucrano illegalmente su queste migrazioni. Purtroppo i nostri governi… la nostra Europa è preoccupata di salvare i confini che non le persone. Fa naufragio, a mio avviso, anche proprio l’Europa che è sempre stata una luce proprio per la difesa dei diritti umani delle persone”.

Ascolta e scarica il podcast con l’intervista integrale: 

(Da Radio Vaticana)