L'abbraccio di Francesco e Kirill: l'unità si costruisce nel cammino

2016-02-13 Radio Vaticana

Un incontro storico, tra fratelli. E’ quello che ieri ha visto l’abbraccio tra Papa Francesco e Kirill, Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, all’aeroporto José Martì dell’Avana, a Cuba. Un momento intenso, due ore di colloquio privato, lo scambio dei doni (il Papa dona un reliquiario con una reliquia di San Cirillo e un calice, il Patriarca dona una copia, più piccola dell'originale, della Madonna di Kazan) e poi la firma della Dichiarazione comune. "L'unità si costruisce caminando insieme", aveva detto Francesco prima dell'appuntamento. Al termine dell'incontro la partenza del volo papale per il Messico. Il servizio di Francesca Sabatinelli:

Sono entrati insieme, si sono seduti l’uno accanto all’altro per la firma della Dichiarazione comune, al termine dell’incontro privato, un momento davvero emozionante, in cui Francesco e Kirill si sono abbracciati nuovamente, così come fatto all’inizio. Due ore di colloquio riassunte nei brevi interventi a braccio del Papa e del Patriarca, in cui entrambi hanno ribadito la forte fraternità delle due Chiese:

Hablamos como hermanos, tenemos el mismo bautismo, somos obispos...
“Abbiamo parlato come fratelli – ha detto il Papa - abbiamo lo stesso Battesimo, siamo Vescovi, abbiamo parlato delle nostre Chiese, ci siamo trovati d'accordo che l’unità si costruisce nel cammino, abbiamo parlato chiaramente senza mezze parole”. “Vi confesso – ha quindi detto il Papa - che ho sentito la consolazione nello Spirito di questo dialogo”. Francesco ha quindi ringraziato Kirill per "l’umiltà fraterna e per il forte desiderio di unità”, sottolineando che nel colloquio sono venute fuori una serie di iniziative “a suo giudizio fattibili e realizzabili”. E ha poi ringraziato fortemente il popolo cubano e il suo Presidente Raul Castro, presente in aeroporto, per la sua disponibilità:

... si sigue así, Cuba será la capital de la unidad...
“...se continua così – ha aggiunto – Cuba sarà capitale dell’unità”.

Un’unità tra le due Chiese richiamata da Kirill, che ha parlato di “discussione fraterna con piena comprensione e responsabilità per le due Chiese e per il futuro del cristianesimo”. “Una discussione ricca di contenuti - ha precisato - che ha permesso di comprendere e sentire le reciproche posizioni”. Le due Chiese, ha quindi concluso Kirill, “potranno lavorare assieme affinché non ci sia più una guerra, affinché ovunque la vita umana sia rispettata, perché si rafforzino le fondamenta della morale della famiglia e della persona”. Si è così concluso un appuntamento storico che Francesco aveva definito come volontà di Dio, definendo più volte Kirill ‘fratello’, parole alle quali il Patriarca aveva risposto con grande slancio: “Nonostante le difficoltà – aveva detto prima che iniziasse il colloquio – c’è la possibilità di incontrarci e questo è bello”.

(Da Radio Vaticana)