La scomparsa di Jean d’Ormesson

2017-12-05 L’Osservatore Romano

Era il volto più famoso dell’Accademia francese: l’“immortale” Jean d’Ormesson si è spento nella notte tra lunedì 4 e martedì 5. Il grande scrittore, giornalista e filosofo era diventato, negli ultimi anni, una personalità prediletta dai media francesi anche per il suo raffinato senso dell’umorismo. Non perdeva mai occasione di ricordare quanto fosse «cortese» essere allegro e quanto fosse parimenti «indecoroso» portarsi dietro lo spleen in televisione o negli incontri pubblici. Jean Bruno Wladimir François de Paule Le Fèvre d’Ormesson era nato a Parigi il 16 giugno 1925. Scoprì presto sia la passione per la “Francia eterna” che la vocazione alla scrittura. Dal 1974 al 1977 diresse «Le Figaro», conferendogli nuovo prestigio: furono anni indimenticabili che servirono a lasciare al quotidiano un indelebile ricordo di sé. Eletto membro dell’Accademia francese nel 1973 alla poltrona di Jules Romains, d’Ormesson si prodigò successivamente perché l’onore di far parte del prestigioso organismo fosse conferito a Marguerite Yourcenar, che, nel 1980, divenne la prima donna “immortale”. I libri di d’Ormesson sono entrati a far parte della pléiade di Gallimard nel 2015, mentre era ancora vivo. Un raro riconoscimento questo, concesso prima solo ad André Gide, a Claude Lévi-Strauss e a Milan Kundera.