La scelta tra menzogna e verità
2012-06-12 L’Osservatore Romano
Trenta minuti per una Lectio divina di alto profilo teologico, quella
proposta dal Papa lunedì sera, 11 giugno, nella basilica di San Giovanni in
Laterano, nell'inaugurazione del convegno ecclesiale della diocesi di Roma.
Egli ha invitato i partecipanti a riflettere sul significato del sacramento del
battesimo - «il primo passo della Risurrezione» - sottolineandone l'attualità,
nell'intento di ribadire che «il battesimo non è un atto di un'ora, ma una
realtà di tutta la nostra vita» e che «Dio non è una stella lontana, ma è
l'ambiente della mia vita». Proprio per questo, il cristiano è costantemente
chiamato a confrontarsi con i due elementi cardini del sacramento: la materia,
rappresentata dall'acqua, e la Parola, la quale a sua volta si esprime in tre
altri elementi del rito, cioè rinunce, promesse invocazioni. E parlando delle
rinunce ha fatto esplicito cenno alla seduzione del male «per non lasciarvi
dominare dal peccato». Ha rievocato l'antica espressione «pompa del diavolo» con
la quale si intendeva indicare una cultura in cui non conta la verità quanto
l'apparenza. Una cultura, ha detto, «che conosciamo anche oggi», nella quale
contano solo «la sensazione e lo spirito di calunnia e di distruzione». Una
cultura che «non cerca il bene» e nella quale «la menzogna si presenta nella
veste della verità e dell'informazione». E come nella Chiesa antica la prima
rinuncia nel battesimo era proprio riferita a questa creatura della «pompa del
diavolo» anche noi oggi siamo chiamati a ripetere il nostro «no» alla cultura
che nega Dio e a ripetere il «"sì" fondamentale, il "sì" dell'amore e della
verità». Nel concludere la sua meditazione - pronunciata interamente a braccio -
il Papa ha riaffermato che il battesimo dei neonati «non è contro la libertà» ma
è «necessario per giustificare anche il dono della vita».
Trenta minuti per una Lectio divina di alto profilo teologico, quella
proposta dal Papa lunedì sera, 11 giugno, nella basilica di San Giovanni in
Laterano, nell'inaugurazione del convegno ecclesiale della diocesi di Roma.
Egli ha invitato i partecipanti a riflettere sul significato del sacramento del
battesimo - «il primo passo della Risurrezione» - sottolineandone l'attualità,
nell'intento di ribadire che «il battesimo non è un atto di un'ora, ma una
realtà di tutta la nostra vita» e che «Dio non è una stella lontana, ma è
l'ambiente della mia vita». Proprio per questo, il cristiano è costantemente
chiamato a confrontarsi con i due elementi cardini del sacramento: la materia,
rappresentata dall'acqua, e la Parola, la quale a sua volta si esprime in tre
altri elementi del rito, cioè rinunce, promesse invocazioni. E parlando delle
rinunce ha fatto esplicito cenno alla seduzione del male «per non lasciarvi
dominare dal peccato». Ha rievocato l'antica espressione «pompa del diavolo» con
la quale si intendeva indicare una cultura in cui non conta la verità quanto
l'apparenza. Una cultura, ha detto, «che conosciamo anche oggi», nella quale
contano solo «la sensazione e lo spirito di calunnia e di distruzione». Una
cultura che «non cerca il bene» e nella quale «la menzogna si presenta nella
veste della verità e dell'informazione». E come nella Chiesa antica la prima
rinuncia nel battesimo era proprio riferita a questa creatura della «pompa del
diavolo» anche noi oggi siamo chiamati a ripetere il nostro «no» alla cultura
che nega Dio e a ripetere il «"sì" fondamentale, il "sì" dell'amore e della
verità». Nel concludere la sua meditazione - pronunciata interamente a braccio -
il Papa ha riaffermato che il battesimo dei neonati «non è contro la libertà» ma
è «necessario per giustificare anche il dono della vita».
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