​La ricerca dell’unità e della pace al centro della seconda giornata del viaggio papale in Colombia - Per un futuro senza odio né vendetta

2017-09-08 L’Osservatore Romano

Per porre fine al tempo dell’odio e della vendetta in Colombia non deve venir meno l’impegno di tutte le componenti della società. Perché la ricerca della pace «è un lavoro sempre aperto» e «un compito che non dà tregua», ha ricordato Papa Francesco nel primo discorso pubblico pronunciato nel paese latinoamericano, dove è giunto mercoledì 6 settembre. Rivolgendosi alle autorità politiche, civili e religiose — salutate nel palazzo presidenziale di Bogotá giovedì 7 — il Pontefice ha chiesto di salvaguardare «l’unità della nazione» lasciando da parte la «ricerca di interessi solo particolari e a breve termine» e lavorando per la «convivenza pacifica» e la «cultura dell’incontro, che esige di porre al centro di ogni azione politica, sociale ed economica la persona umana».

Un tema, quello della riconciliazione, che ha fatto da filo conduttore ai diversi incontri della seconda giornata del viaggio. Anche ai tantissimi giovani che lo hanno accolto all’esterno del palazzo cardinalizio il Papa ha affidato il compito di «costruire la nazione che abbiamo sempre sognato», facendo leva soprattutto sulla capacità di «perdonare coloro che ci hanno ferito» e di «lasciarci alle spalle quello che ci ha offeso». E la missione di essere artefici di comunione per poter «parlare ai cuori di tutti» è stata rilanciata da Francesco nel discorso ai vescovi del paese. «Voi non siete tecnici né politici, siete pastori» ha ammonito il Pontefice, con un preciso richiamo al dovere di accompagnare l’intera società colombiana verso «la pace definitiva, la riconciliazione, verso il ripudio della violenza come metodo, il superamento delle disuguaglianze che sono la radice di tante sofferenze, la rinuncia alla strada facile ma senza uscita della corruzione».

Lunga e articolata la riflessione che il Papa ha offerto ai membri del Celam, a partire dalla riscoperta dell’eredità pastorale di Aparecida per finire alle sfide che attendono la Chiesa nel continente. Una Chiesa chiamata oggi a essere «sacramento di unità e di speranza». Perché, ha spiegato, «la nostra più grande sfida è parlare all’uomo». E i cristiani devono imparare a «riappropriarsi dei verbi che il Verbo di Dio coniuga nella sua missione divina: uscire per incontrare, senza passare oltre; chinarsi senza noncuranza; toccare senza paura».

Venerdì 8 il Pontefice si reca a Villavicencio, dove sono in programma la beatificazione di due martiri colombiani — il vescovo di Arauca, Jesús Emilio Jaramillo Monsalve, assassinato il 2 ottobre 1989, e il sacerdote Pedro María Ramírez Ramos, ucciso il 10 aprile 1948 — e il grande incontro di preghiera per la riconciliazione nazionale.

Il discorso alle autorità 

Ai vescovi della Colombia

Al comitato direttivo del Celam  

Ai giovani 

L’omelia della messa a Bogotá

La diretta streaming del viaggio del Papa