La realtà del Myanmar

2017-11-27 Radio Vaticana

Già colonia britannica, indipendente dal 1948 come Unione Federale Birmana, nel 1989 ha assunto il nome di Myanmar. Dopo la lunga dittatura (1962-88) del gen. Ne Win, una nuova giunta militare ha assunto il potere e ha indetto nel 1990 libere elezioni per l’Assemblea costituente. 

La schiacciante vittoria della Lega nazionale per la democrazia (Nld) ha provocato un nuovo colpo di stato dei militari, che hanno messo fuori legge tutti i partiti, sospeso l’Assemblea e creato un Consiglio di Stato per la restaurazione della legge e dell’ordine (divenuto nel 1997 Consiglio di Stato per la pace e lo sviluppo), sciolto nel 2012, quando i poteri sono passati formalmente alle autorità civili.

Alle elezioni del 2015 l’Nld ha ottenuto una larga maggioranza che gli ha permesso di eleggere il Presidente; Aung San Suu Kyi, guida del partito tenuta per molti anni (1989-95; 2007-10) agli arresti domiciliari, ha ottenuto il ministero degli esteri e la carica di Consigliere di stato. Nel 2008 è stata approvata tramite referendum una nuova Costituzione che ha previsto lo scioglimento del Consiglio di Stato e l’istituzione di un Parlamento composto da Camera delle Nazionalità (168 membri eletti a suffragio diretto e 56 scelti dai militari) e Camera dei Rappresentanti (330 membri eletti e 110 scelti dai militari), entrambe con mandato di 5 anni. 

Dal 1948 negli stati occidentali e orientali sono state attive guerriglie di numerose minoranze etniche; anche dopo un accordo di cessate il fuoco nazionale nel 2015 alcune milizie non hanno deposto le armi. 

Sulla realtà del Myanmar che da oggi accoglie il Papa, Fabio Colagrande ha intervistato Ugo Papi, esperto di Asia, consultente della Commissione esteri della Camera dei Deputati e autore del libro "Aung San Suu Kyi, Lady Burma

Ascolta e scarica il podcast dell'intervista a Ugo Papi

(Da Radio Vaticana)