La Radio Vaticana in visita alle emittenti cattoliche Usa. Messaggio di mons. Celli

2012-09-05 Radio Vaticana

Le radio cattoliche entrino in “sintonia” con il momento presente della Chiesa, proiettata dal Papa verso la Nuova evangelizzazione, nell’orizzonte dell’Anno della fede. È l’invito che l’arcivescovo Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, rivolge anzitutto alle radio cattoliche statunitensi. Approfittando di un viaggio di rappresentanti della sezione spagnola e dell’Ufficio promozione della Radio Vaticana negli Stati Uniti – invitati da Radio Paz a Miami per incontrare le radio cattoliche nazionali – mons. Celli ha fatto giungere oggi un messaggio nel quale definisce “servizio meraviglioso” quello svolto dalle emittenti cattoliche. “Attraverso la vostra tecnica, la vostra voce e il vostro servizio informativo – scrive il presule – fate conoscere meglio Cristo, ascoltare il Papa e amare la Chiesa”. Le parole che trasmettete ogni giorno, prosegue mons. Celli citando Benedetto XVI, “sono l'eco della Parola eterna che si è fatta carne”. E porteranno “frutti solo se a servizio del Verbo eterno, Gesù Cristo".

Il mondo di oggi, osserva ancora il capo dicastero vaticano, “ha bisogno di un messaggio di amore, di speranza e di pace. Il servizio delle radio cattoliche nel vostro Paese e in tutto il mondo cattolico è come le antenne che diffondono questo messaggio attraverso l’apostolato, le parole, la musica, la formazione e l’informazione che annuncia e denuncia, ma che opera principalmente con una chiara prospettiva di educazione alla verità e alla speranza nel dialogo e nel rispetto reciproco”. Ricordando l’apertura dell’Anno della fede in occasione dei 50 anni dall’avvio del Concilio Vaticano II e dei 20 dalla promulgazione del Catechismo della Chiesa cattolica, mons. Celli si sofferma, con il magistero della Redemptoris missio, sulle responsabilità di chi lavora nel settore delle comunicazioni: “L’impegno nei mass media (…) non ha solo lo scopo di moltiplicare l'annunzio: si tratta di un fatto più profondo, perché l'evangelizzazione stessa della cultura moderna dipende in gran parte dal loro influsso. Non basta, quindi, usarli per diffondere il messaggio cristiano e Magistero della chiesa, ma occorre integrare il messaggio stesso in questa ‘nuova cultura’ creata dalla comunicazione moderna”.

Ricordate, conclude mons. Celli, che “è il successore di Pietro che ci esorta a vivere la nostra fede con convinzione come il risultato di un incontro personale con Cristo”. (A cura di Alessandro De Carolis)