La prossima stagione dell’Accademia di Santa Cecilia- Non solo Novecento

2017-05-18 L’Osservatore Romano

Nella prossima stagione dell’Accademia di Santa Cecilia spiccano naturalmente i programmi del direttore musicale Antonio Pappano e degli altri componenti della nostra famiglia, il direttore onorario Yuri Temirkanov e, al suo debutto in questo ruolo, il direttore ospite principale Mikko Franck. Il maestro Pappano sarà protagonista di otto concerti a cominciare dall’inaugurazione del 5 ottobre con l’opera Re Ruggero (Król Roger) di Karol Szymanowski. Eseguita la prima volta al Teatro Grande di Varsavia il 19 giugno 1926 e ambientata in Sicilia, l’opera sarà proposta in forma semiscenica con soprattitoli in italiano, regia in presa diretta e proiezioni video di Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, giovani artisti milanesi).

Tra gli altri impegni di Pappano sarà importante il concerto del 18 gennaio che vedrà il ritorno sul nostro palco di una straordinaria violinista come Anne Sophie Mutter, assente da più di vent’anni da Roma. Sempre con Pappano un’altra grande violinista al centro dell’attenzione del pubblico mondiale come Lisa Batiashvili, artista in residence nella prossima stagione e impegnata per ben tre produzioni.

Il 2018 sarà un anno di ricorrenze: tra queste, i centenari della morte di Debussy (al quale è dedicato il concerto del 5 maggio) e della nascita di Leonard Bernstein. Molti ricorderanno l’importanza che il musicista americano ha avuto anche per la vita di Santa Cecilia, di cui è stato presidente onorario dal 1983 al 1990. Per questo motivo l’accademia ha deciso di ricordarlo con l’esecuzione integrale delle sue sinfonie (che saranno registrate dalla etichetta Warner) dal 15 al 24 febbraio.

Il nostro coro sarà protagonista della stagione con ben quindici produzioni, diretto dal maestro Ciro Visco che, come già Pappano, ha accettato di rimanere con noi fino al 2021. E notevole sarà anche la presenza di artisti italiani con nomi di direttori, compositori e solisti come quelli, tra gli altri, di Gianandrea Noseda, Fabio Luisotti, Beatrice Rana, Mario Brunello insieme ad alcune prime parti della nostra orchestra come Alessandro Carbonare, Carlo Maria Parazzoli, Luigi Geminiani. E basta scorrere il programma per notare i nomi di autori e interpreti di grande richiamo (con una particolare attenzione a Mahler, Beethoven, Schumann ma anche Schubert, Mozart, Borodin o Respighi) affiancati a autori significativi o emergenti del Novecento remoto o recente (Eötvös, Szymanowski, Lutoslawski, Korngold, Rautavaara, Messiaen, Morricone¸ Connesson).

Non meno appassionante la stagione di musica da camera che si impone all’attenzione del pubblico con il ritorno di Maurizio Pollini (4 dicembre) e di Lang Lang (23 marzo). La stagione si inaugurerà l’8 ottobre con la Kammerorchester Basel diretta da Giovanni Antonini che prosegue il ciclo dell’integrale delle sinfonie di Haydn e proseguirà con una serie di interpreti e appuntamenti che sicuramente sapranno suscitare interesse. Tra questi vanno almeno ricordati il duo Leonidas Kavakos e Yuja Wang o il trio formato da Martha Argerich, Janine Jansen e Misha Maisky, i pianisti Grygory Sokolov e Rafal Blechacz e formazioni come The King’s Singers, il coro della Cappella Sistina diretto da Massimo Palombella e Il Giardino Armonico diretto da Giovanni Antonini.

Spazio vi sarà anche per altri solisti e complessi come l’Accademia Barocca diretta da Federico Maria Sardelli in un programma interamente vivaldiano, gli archi di Santa Cecilia diretti da Luigi Piovano, il Sestetto Stradivari e il recital del nostro primo violino Roberto González-Monjas insieme al pianoforte di Alexander Lonquich.

Un ultimo cenno va riservato a due concerti fuori abbonamento che si annunciano come un vero regalo di Natale per gli appassionati: il 20 dicembre Pappano attende un grande tenore come Juan Diego Flórez mentre per il 22 stiamo preparando una grande sorpresa per una vera e propria festa musicale che coinvolgerà i nostri complessi sinfonici e corali. Secondo un progetto che ha l’obiettivo di consolidare l’immagine di Santa Cecilia come luogo di ritrovo per una collettività che si riconosce nei valori dell’intelligenza e della bellezza, dell’impegno e del talento di chi ha fatto della musica lo scopo della vita.

di Michele dall’Ongaro, Presidente-Sovrintendente Accademia Nazionale di Santa Cecilia