La misericordia secondo Bergoglio - Carta d’identità

2016-01-12 L’Osservatore Romano

«Solo a questo Papa poteva venire in mente di organizzare la presentazione di questo libro con un cardinale veneto, un carcerato cinese e un comico toscano!». Roberto Benigni, come di consueto, è stato un fiume in piena, profondendo sprazzi di esilarante comicità e accenti di spiritualità nel presentare il libro Il nome di Dio è Misericordia (Città del Vaticano - Milano, Libreria Editrice Vaticana - Piemme, 2016, pagine 113, euro 15) che raccoglie una conversazione tra Papa Francesco e il giornalista Andrea Tornielli. Il testo, lanciato in contemporanea in ottantasei Paesi del mondo, è stato consegnato l’11 gennaio al Pontefice e, il giorno successivo, presentato all’Istituto patristico Augustinianum in un incontro moderato dal direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi.

Alla presentazione hanno preso parte, oltre all’attore e al giornalista, il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, il direttore della Lev, don Giuseppe Costa, e il giovane cinese Zhang Agostino Jianquing, detenuto del carcere di Padova che ha portato una personale testimonianza raccontando la storia della sua conversione e la sua esperienza della misericordia e del perdono di Dio.

Chi è alla ricerca di rivelazioni scorrendo queste pagine rimarrà forse un po’ deluso: non è un libro in cui Papa Francesco racconta inedite curiosità o particolari aneddoti su se stesso. Non si tratta neppure di un’intervista a tutto campo su questioni di attualità che riguardano la vita della Chiesa e del mondo. Quello che presentiamo oggi è invece un libro con il quale il Papa vuole farci entrare, quasi prendendoci per mano, nel grande e confortante mistero della misericordia di Dio. Un mistero lontano dai nostri calcoli umani, eppure così necessario e atteso da noi pellegrini smarriti in questi tempi di sfide e di prove.

«La misericordia è vera», dice il Papa rispondendo a una domanda dell’intervistatore a proposito del rapporto tra misericordia e dottrina. La misericordia, aggiunge Francesco, è «la carta d’identità del nostro Dio»: un’immagine che ci aiuta a comprendere la reale portata di questa verità cristiana. La carta d’identità, infatti, ci definisce, descrive i dati personali, basilari e oggettivi, da sapere su ciascuno di noi.

Il volume, che si legge agevolmente, ha una caratteristica che è peculiare del suo principale autore, cioè il Papa: è infatti un libro che apre delle porte, che le vuole mantenere aperte e intende indicare delle possibilità, che desidera far almeno balenare, se non brillare, il dono gratuito dell’infinita misericordia di Dio, senza la quale «il mondo non esisterebbe», come ebbe a dire una vecchietta – un’abuela – all’allora monsignor Bergoglio, da poco vescovo ausiliare di Buenos Aires.

di Pietro Parolin