La luce sulla strada da seguire

2012-06-30 L’Osservatore Romano
Pubblichiamo l'intervento intitolato Preghiera e azione nel beato Giovanni Paolo II pronunciato venerdì 29 giugno dal prefetto emerito della Congregazione per i Vescovi alla riunione della Pontificia Accademia di S. Tommaso d'Aquino.

Nella figura gigantesca del beato Giovanni Paolo II, la dimensione dominante è fuori dubbio la preghiera. La sua lunga vita è stata una mirabile sintesi di preghiera e di azione, ma la priorità l'ha avuta la preghiera.

Lavorando vicino al Papa Giovanni Paolo II, molte erano le cose che colpivano. Impressionava la sua sicurezza: era un uomo di certezze. Impressionava la profondità del suo pensiero, la capacità di parlare alle folle, la facilità per le lingue, la prontezza di battuta, adatta a quel momento e a quella situazione. Ma la cosa che mi ha sempre colpito di più è stata l'intensità della sua preghiera, manifestazione di una profonda e vissuta unione con Dio.

È fuori dubbio che Papa Giovanni Paolo II era un mistico. Un mistico però attento alle persone e alle situazioni. Un mistico che ha influito sul corso della storia; un Papa che il mondo ha stimato per l'incontenibile dinamismo, per i tanti gesti, le innumerevoli iniziative, i grandiosi viaggi e che ha ammirato per l'opera realizzata affinché il nostro mondo moderno aprisse le porte e i cuori a Cristo, Redentore dell'uomo. Motivo ispiratore di tutta l'attività del Papa Giovanni Paolo II fu di avvicinare gli uomini e le donne del nostro tempo a Dio e di fare entrare Dio in questo nostro mondo.

Giovanni Battista Re