La Lombardia approva il Fattore famiglia per un fisco più equo

2017-03-18 Radio Vaticana

Il Fattore famiglia in Lombardia è legge. Il Consiglio regionale ha approvato il provvedimento che istituisce il nuovo indicatore reddituale che integra l’Isee, introducendo meccanismi di premialità per le famiglie. Si tratta di un importante provvedimento che influirà su servizi sociali e servizi scolastici. E’ un momento storico per tutto il Paese e per le associazioni del Forum delle famiglie che hanno aiutato le istituzioni lombarde a mettere a punto la nuova tassazione più equa. Per saperne di più Marco Guerra ha intervistato Roberto Bolsonaro, esperto di economia del Forum delle Associazioni Familiari: 

R. – Il Fattore famiglia è un metodo di ricalcolo di quelle che sono le attuali metodologie per il calcolo delle tariffe applicate nei comuni e a livello regionale per l’accesso ai servizi. In altre parole, attualmente, per la retta di un nido, ad esempio, si una il metodo dell’Isee. Come associazione di famiglie ci siamo accorti che è uno strumento non adeguato. Allora abbiamo cercato, con l’ausilio della Facoltà di Economia dell’Università di Verona, di stabilire effettivamente quale sia il vero costo di mantenimento e di accrescimento di un figlio. In base a questi costi sono state trovate delle tabelle di equivalenza del costo di un figlio decisamente più aggiornate rispetto alle vetuste tabelle usate dall’Isee. Allora, cosa fa il Fattore famiglia? Dà nuovi parametri all’Isee con queste nuove tabelle di equivalenza e fa sì che il costo del servizio sia più giusto, più mirato in base a quelle che sono le situazioni famigliari.

D. - Un fisco più equo per aiutare la famiglia, in poche parole …

R. - In realtà il Fattore famiglia lombardo, visto che si tratta di un intervento a livello locale, riguarda più che il fisco le tariffe locali, quindi le tariffazioni nei vari comuni per i servizi comunali, riguarda e riguarderà l’imposizione fiscale regionale, quindi le addizionali Irpef, riguarderà anche l’esenzione del ticket sanitario. Quindi ci sarà l’applicazione di questo Fattore famiglia che consentirà di accedere ai servizi in base alle proprie capacità economiche, quindi ci si parametrizza in modo da far pensare il costo del servizio in base alle situazioni personali.

D. - Si può applicare questo Fattore famiglia livello nazionale?

R. - Il Fattore famiglia, prima di tutto, è nato a livello nazionale con l’idea di un fisco equo e giusto. Noi in base a queste scale di costo dei figli avevamo stabilito delle aree non tassabili. A livello nazionale basterebbe uno sforzo da parte del legislatore per applicare questo principio, però ci sono ostacoli di tipo ideologico, di tipo pregiudiziale …  Il costo del Fattore famiglia, applicato tout court oggi, con la formula che noi abbiamo messo in piedi, verrebbe a costare circa 14 miliardi di euro, circa un punto di Pil. Questi soldi non andrebbero nei risparmi, ma andrebbero ad  incrementare i consumi. Quindi significa soldi buttati sul mercato, quindi l’economia cresce, crescono i posti di lavoro. I calcoli fatti parlano di circa duecentomila posti di lavoro in più! Quindi ci sono degli effetti sull’economia decisamente positivi ed interessanti.

D. - È l’economia che aiuta la famiglia o serve fare famiglia per rilanciare l’economia?

R. - Non c’è niente da dire. Se io metto al mondo un figlio, questo figlio smuove un’economia che quando è messa in moto è qualcosa di positivo. Significa anche che se ho dei figli, tanti o pochi che siano, e riescono a darmi il ricambio generazionale che voglio – attualmente questo non c’è , sono più i morti che i nati; questo è il saldo della popolazione italiana ad oggi – significa che non ho una popolazione anziana a cui devo pagare le pensioni, la previdenza … Se la forza attiva diminuisce sempre di più perché non ci sono le nuove leve, nuovi giovani che entrano, chiaramente è un onere, un costo sempre maggiore per le casse pubbliche. Non solo, ma il fatto di avere figli contribuisce alla relazione. Con il fatto che dobbiamo incontrarci con gli altri genitori al nido, alla scuola materna, al parco giochi, aumentano le relazioni. Questo significa – e lo dicono eminenti sociologi - aumentare il capitale sociale della famiglia, cioè quel capitale che la famiglia è in grado di dare alla società e che consente di vivere meglio.

(Da Radio Vaticana)