​La festa dell’Esaltazione della santa croce - Tutto e solo l’amore di Dio

2017-09-14 L’Osservatore Romano

Pubblichiamo ampi stralci dell’omelia pronunciata la mattina di giovedì 14 settembre dal patriarca ecumenico durante la divina liturgia per la festa dell’Esaltazione della santa Croce. Al rito, celebrato nella cattedrale di San Pietro a Bologna, hanno assistito fra gli altri l’arcivescovo della città, monsignor Matteo Maria Zuppi, sacerdoti e fedeli cattolici e ortodossi. Il patriarca sta compiendo una visita di tre giorni (13-15 settembre) nel capoluogo emiliano. Dopo la divina liturgia si è recato al monastero di Monte Sole (nell’area del parco storico dedicato alla memoria delle stragi naziste di Marzabotto), mentre, in serata, sarà nella parrocchia del Corpus Domini per incontrare i fedeli bolognesi del vicariato e di varie comunità.

L’esaltazione della santa croce in un’antica icona

Questa festa probabilmente nasce a Gerusalemme, dopo il ritrovamento della croce da parte della beata Elena, madre di Costantino. Secondo la tradizione, Elena fu guidata al luogo del ritrovamento della croce dal forte aroma di una pianta, il basilico. Infatti, durante la festa della santa croce, essa viene rivestita completamente con basilico. Alcuni storici ecclesiastici, come Niceforo e Filostorge, affermano che la croce, appena ritrovata, fu posta su una donna da poco deceduta ed ebbe il potere di riportarla in vita. Per questo sant’Elena portò il 14 settembre dell’anno 355 la croce al vescovo di Gerusalemme Macario, il quale la innalzò lo stesso giorno sul Golgota, sul Calvario e da lì la portò nella nuova chiesa dell’Anastasis, della Resurrezione, sulla tomba del Signore, al santo sepolcro. La croce fu rubata in seguito dai persiani in quanto questi la ritenevano magica, uno strumento magico, ma la storia racconta che l’imperatore Eraclio la riportò a Gerusalemme. Era il 14 settembre dell’anno 626. Più propriamente alcuni storici pensano che questa data sia invece da collegarsi a un trasferimento della croce a Costantinopoli.
La chiesa di Gerusalemme tuttavia ritenne che essa dovesse appartenere a tutta la cristianità e quindi, probabilmente per evitare ulteriori furti, la croce venne suddivisa in piccoli pezzi che furono consegnati a tutte le chiese locali del tempo dell’oriente e dell’occidente: uno dei motivi per cui si riscontrano, soprattutto nei monasteri e in grandi centri ecclesiastici, piccole parti della santa croce. Secondo un’antica profezia, tutte queste parti della croce si riuniranno a comporre l’unica e sola croce alla fine dei tempi.
La festa dell’Esaltazione della santa croce giunge dall’oriente in occidente grazie a Papa Sergio, che era di origine bizantina, nel vii secolo. La Chiesa nascente, la Chiesa apostolica identificava i cristiani con il simbolo del pesce, in quanto la parola “pesce”, in greco, era l’acronimo di «Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore». Tuttavia dobbiamo porre particolare accento a tutta la prefigurazione vetero-testamentaria della crocifissione di Cristo. Il primo e più antico esempio della venerata croce è riscontrabile nel “legno della vita”: la traduzione dei Settanta usa il vocabolo xýlo per indicare quello che alle volte viene tradotto in Genesi come “albero della vita”. Il libro della Genesi afferma: «Poi il Signore piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita (il legno della vita) in mezzo al giardino, e l’albero della conoscenza del bene e del male» (2, 8-9). Tre tipi di alberi, cioè: accanto all’albero della vita Dio aggiunge l’albero del bene, del bello, della conoscenza e, dall’altra parte, l’albero che avrebbe fatto conoscere il male. Dice Severiano: «Affinché non potesse mischiarsi il bene con il male».

di Bartolomeo