In mostra i capolavori mariani dei Musei Vaticani - Maria a Lisbona

2017-05-18 L’Osservatore Romano

«Un percorso affascinante, che si snoda fra frammenti di stoffe risalenti all’viii—ix secolo e lo straordinario piviale in opus anglicanum realizzato nell’Inghilterra della fine del xiii secolo; che continua con opere dal primo Trecento, dalla Madonna dei Battuti di Vitale da Bologna alle tavole senesi di Sano di Pietro e Taddeo di Bartolo, e poi ancora con dipinti di Gentile da Fabriano, Lippo Memmi e il mistico Beato Angelico». Barbara Jatta, direttore dei Musei vaticani, sta parlando di «Madonna. Treasures from Vatican Museums» la mostra in corso al Museo d’Arte Antigua di Lisbona, aperta fino al 10 settembre 2017.

Vitale da Bologna, «Madonna dei battuti» (prima metà del XIV secolo, particolare)

All’inaugurazione, il 18 maggio, erano presenti il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, il ministro della Cultura portoghese Luìs Filipe de Castro Mendes, i direttore dei Musei Vaticani e del Museo della città lusitana, Jatta e Pimentel e i curatori Alessandra Rodolfo — del reparto Arazzi e Tessuti dei Musei Vaticani — e José Alberto Seabra Carvahlo, vicedirettore del Museo d’Arte Antigua.

«L’esposizione — spiega il cardinale Bertello nel testo che introduce il catalogo — nasce in stretta correlazione con il pellegrinaggio del Papa al Santuario di Nostra Signora di Fatima, a cui il 13 maggio 2013 il cardinale di Lisbona José da Cruz Policarpo ha consacrato lo stesso pontificato di Francesco affinché fosse protetto “nelle difficili ore della sofferenza, in modo da poter superare, nella carità, le prove che il rinnovamento della Chiesa gli presenterà”».

All’anniversario e al suo forte messaggio spirituale i Musei Vaticani hanno voluto partecipare e contribuire «presentando — continua il cardinale — per la prima volta in terra portoghese, Paese latino di antica tradizione cattolica, un nutrito e prezioso gruppo di immagini mariane. Il fulcro del pellegrinaggio incentrato su Maria e il suo Cuore Immacolato è lo stesso della mostra, intesa come percorso di fede e arte, omaggio a Maria Vergine, Madre di Dio e di tutti noi, vocata, tramite dipinti, disegni, tessuti e sculture nelle sue diverse declinazioni iconografiche e in diversi periodi storico-artistici». Il motto del viaggio papale Con Maria, pellegrino nella speranza e nella pace sarà il vademecum del visitatore.

Non mancano le opere celebri, spiega Barbara Jatta nel suo testo introduttivo, «come la Madonna del Davanzale di Pinturicchio, la dolcissima Madonna del Ghirlandaio, ma anche del divino Raffaello, del quale si espone la predella della pala Oddi con i tre episodi della vita della Vergine. E sempre al genio urbinate rimanda il pregiato quanto imponente arazzo dell’Incoronazione della Vergine, uscito dalle mani degli esperti tessitori fiamminghi nel primo trentennio del Cinquecento. Il cammino porta poi a Francesco Salviati, Federico Barocci e, per il Seicento, al Grechetto, a Daniel Seghers e alla Madonna con il Bambino del lezioso Sassoferrato. Incrocia il dolore della madre di Gesù nella Deposizione dalla Croce del napoletano Sebastiano Conca e non dimentica altre tipologie iconografiche mariane, con le opere di Pompeo Batoni, Giuseppe Maria Crespi e Francesco Mancini».

Unico rappresentante del Novecento è Marc Chagall, selezionato per la sua arte poetica e onirica.

di Silvia Guidi