In Messico il Papa denuncia corruzione, sfruttamento, narcotraffico e violenza- Ingiustizie contro il progetto di Dio

2016-02-15 L’Osservatore Romano

Corruzione, sfruttamento, narcotraffico, violenza sono «ingiustizie che attentano direttamente al sogno e al progetto di Dio». La voce di denuncia del Papa si è levata con forza durante le prime giornate del viaggio in Messico, dove Francesco è giunto nella serata di venerdì 12 febbraio, reduce dallo storico incontro con il Patriarca Cirillo all’Avana.

Sin dal primo incontro pubblico, svoltosi nella mattina di sabato al Palazzo nazionale, il Pontefice ha reso omaggio alla ricchezza culturale e naturale del Paese, invocando al tempo stesso una seria riflessione sulla «responsabilità» che compete a ciascuno nella costruzione di una società solidale e aperta a tutti. «Un futuro ricco di speranza — ha ricordato nel discorso pronunciato davanti al presidente della Repubblica e alle autorità — si forgia in un presente fatto di uomini e donne giusti, onesti, capaci di impegnarsi per il bene comune». E non a caso «l’esperienza ci dimostra che ogni volta che cerchiamo la via del privilegio o dei benefici per pochi a scapito del bene di tutti, presto o tardi la vita sociale si trasforma in un terreno fertile per la corruzione, il narcotraffico, l’esclusione delle culture diverse, la violenza e persino per il traffico di persone, il sequestro e la morte, che causano sofferenza e che frenano lo sviluppo».

Temi, questi, ripresi nel successivo incontro con l’episcopato messicano e nella messa celebrata il giorno dopo, prima domenica di Quaresima, a Ecatepec, popoloso sobborgo periferico di Città del Messico. Nel discorso ai presuli del Paese, riuniti nella cattedrale della capitale, il Pontefice ha esortato ad affrontare la sfida delle migrazioni e a contrastare la metastasi del narcotraffico che divora la società: «Solo cominciando dalle famiglie, avvicinandoci e abbracciando la periferia umana ed esistenziale dei territori desolati delle nostre città; coinvolgendo le comunità parrocchiali, le scuole, le istituzioni e le strutture di sicurezza; solo così si potrà liberare totalmente dalle acque in cui purtroppo annegano tante vite». Appello rinnovato nell’Eucaristia domenicale con le famiglie e i laici impegnati, quando all’omelia ha infatti invitato a non chiudere gli occhi davanti alle ingiustizie. In serata la visita a un ospedale pediatrico di Città del Messico per ricordare che nella cura dei bambini oltre ai medicinali serve la “affettoterapia”, perché «a volte una carezza aiuta tanto a stare meglio». Ma il momento culminante di queste prime giornate di Francesco in Messico è stato senza dubbio la preghiera di sabato sera al santuario di Guadalupe. Ai piedi della Vergine amata in tutto il Paese e patrona del continente, il Papa latinoamericano è rimasto a lungo in silenzioso raccoglimento per affidarle idealmente i frutti di questo viaggio pastorale.