Il viaggio mi ha fatto bene- Conclusa la visita del Papa in Myanmar e Bangladesh

2017-12-04 L’Osservatore Romano

«Tanti volti provati dalla vita, ma nobili e sorridenti», sono rimasti «nel cuore e nella preghiera» di Papa Francesco dopo la visita in Myanmar e in Bangladesh. Lo ha confidato lui stesso all’Angelus recitato a mezzogiorno di domenica 3 dicembre, all’indomani della conclusione del viaggio. Rientrato nella serata di sabato 2, il Pontefice ha tracciato un primo bilancio delle giornate trascorse in Asia durante il consueto incontro con i giornalisti a bordo dell’aereo in volo da Dhaka a Roma.

Se si eccettua un riferimento alla questione degli arsenali nucleari — sulla quale il Papa ha evocato lo spettro della «distruzione dell’umanità» invitando a interrogarsi sul «limite» della corsa agli armamenti — tutte le domande sono state centrate sugli aspetti più significativi della visita. A cominciare dall’incontro di venerdì 1 con i rohingya, che Francesco ha rievocato con accenti commossi, chiarendo che la scelta di non nominarli espressamente durante la tappa in Myanmar è stata dettata dalla volontà di non chiudere subito la porta del dialogo. A muovere il Pontefice è stata invece l’intenzione di far arrivare «il messaggio» ai suoi destinatari senza «sbattere la porta in faccia pubblicamente». Così, ha spiegato, «ho descritto le situazioni, i diritti di cittadinanza, nessuno escluso, per permettermi nei colloqui privati di andare oltre». E alla fine, ha confidato, «sono rimasto molto, molto soddisfatto dei colloqui che ho potuto avere», perché «ho avuto la soddisfazione di dialogare, di far parlare l’altro, di dire la mia e così il messaggio è arrivato». Il Papa ha anche parlato dell’incontro avuto all’inizio del viaggio con il generale Min Aung Hlaing, rivelando che durante la conversazione non c’è stata alcuna “negoziazione” della verità e che «anche lì il messaggio è arrivato».

Quanto al Bangladesh, Francesco ha rimarcato la scelta delle autorità di puntare tutto sull’educazione per far fronte alle drammatiche conseguenze di una globalizzazione che penalizza le fasce più povere della popolazione. Dal Pontefice, infine, un accenno ad altri due possibili viaggi nel continente asiatico: in India, dove conta di recarsi nel 2018, e in Cina. A proposito di quest’ultimo, il Papa ha affermato che «non è in preparazione», ma ha ammesso: «Mi piacerebbe, non è una cosa nascosta».

Conferenza stampa del Papa

Angelus domenicale