​Il secondo beato di oggi: mons. Jesús Emilio Jaramillo Monsalve - In difesa degli indigeni

2017-09-07 L’Osservatore Romano

Un vescovo che non ha mai avuto paura né delle minacce, né delle diffamazioni, né della morte, pur di annunciare il Vangelo a tutti, in particolare agli ultimi della società, come i contadini e gli indigeni della Colombia. È Jesús Emilio Jaramillo Monsalve che, il 2 ottobre 1989, tornando da una visita pastorale, venne sequestrato da persone armate, barbaramente torturato e assassinato. Venerdì mattina, 8 settembre, a Villavicencio in Colombia, Papa Francesco lo eleverà agli onori degli altari come beato martire.

Nacque a Santo Domingo, nel dipartimento colombiano di Antioquia, il 14 febbraio 1916. Nel 1929 entrò nell’istituto delle Missioni straniere di Yarumal, fondato due anni prima per l’evangelizzazione dei luoghi più abbandonati del Paese.

L’11 novembre 1969 venne nominato vescovo titolare di Strummizza e vicario apostolico di Arauca. Il 19 luglio 1984, con l’elevazione del vicariato a diocesi, monsignor Jaramillo Monsalve ne divenne il primo vescovo residenziale.

Con eroico zelo apostolico ha esercitato il suo ministero episcopale in un contesto sociale ed ecclesiale particolarmente difficile, marcato dalla violenza e dall’ingiustizia. Preoccupato dalle condizioni reali della Chiesa locale, ha dato vita a numerose iniziative in difesa dei diritti umani e della dignità delle persone, soprattutto dei poveri, proclamando costantemente la parola di Dio. Ha creato nuove parrocchie, ha fondato l’istituto San Giuseppe operaio a Saravena per la formazione umana e cristiana dei contadini, e l’organismo pastorale Equipo del indio per l’evangelizzazione degli indigeni del Sarare. I suoi resti mortali, ritrovati il giorno successivo alla sua uccisione, sono sepolti nella cattedrale di Arauca.

di Antonio Marrazzo
Postulatore della causa