​Il Papa lancia un appello perché sia riconosciuto e affrontato il dramma della malattia di Huntington e ricorda che nessuna finalità scientifica giustifica la distruzione di embrioni umani - Mai più nascosta

2017-05-18 L’Osservatore Romano

Un appello affinché sia riconosciuto e affrontato il dramma delle persone affette da Huntington è stato lanciato dal Papa giovedì mattina, 18 maggio, nell’Aula Paolo VI, durante l’udienza a un gruppo di malati accompagnati dai familiari.

“Per troppo tempo – ha detto il Pontefice – le paure e le difficoltà che hanno caratterizzato la vita delle persone affette da Huntington hanno creato intorno a loro fraintendimenti, barriere, vere e proprie emarginazioni. In molti casi gli ammalati e loro famiglie hanno vissuto il dramma della vergogna, dell’isolamento, dell’abbandono. Oggi però siamo qui perché vogliamo dire a noi stessi e a tutto il mondo: “hidden no more”, “oculta nunca mas”, “mai piu’ nascosta”! Non si tratta semplicemente di uno slogan, bensì di un impegno che ci deve vedere tutti protagonisti”.

E rivolgendosi a genetisti e ricercatori li ha incoraggiati a proseguire nel loro impegno perseguendolo “sempre con mezzi che non contribuiscono ad alimentare quella cultura dello scarto che talora si insinua anche nel mondo della ricerca scientifica. Alcuni filoni di ricerca, infatti, utilizzano embrioni umani causando inevitabilmente la loro distruzione. Ma sappiamo che nessuna finalità, anche in sé stessa nobile, come la previsione di una utilità per la scienza, per altri esseri umani o per la società, può giustificare la distruzione di embrioni umani”.

Il discorso del Papa