Il Papa: dopo il sì di Maria oceano di misericordia inonda il mondo

2016-01-01 Radio Vaticana

Con il sì di Maria l'oceano di misericordia di Gesù ha inondato la miseria del mondo, ma occorre dire no alla falsa neutralità per dire sì alla pace e alla giustizia: così Papa Francesco nell’omelia della Messa presieduta nella Basilica di San Pietro in occasione della Solennità di Maria Madre di Dio e nella Giornata mondiale della pace. Il servizio di Giancarlo La Vella:

Non è la storia che decide della nascita di Cristo
Parte dalla divina maternità di Maria l’omelia di Francesco, per poi chiedersi: “Che cosa significa che Gesù nacque nella pienezza del tempo?”. Ma la venuta di Cristo nel mondo – dice il Papa – non può essere spiegata storicamente o politicamente. Era quello un tempo in cui il popolo d’Israele non era libero, soggiogato dalla conquista dei Romani. E’ necessaria, dunque, un’altra interpretazione:

“Nel momento in cui Dio stabilisce che è giunto il momento di adempiere la promessa fatta, allora per l’umanità si realizza la pienezza del tempo. Pertanto, non è la storia che decide della nascita di Cristo; è, piuttosto, la sua venuta nel mondo che permette alla storia di giungere alla sua pienezza”.

Pienezza del tempo è la presenza di Dio in prima persona nella storia
E’ per questo che dalla nascita del Figlio di Dio – prosegue  il Pontefice – inizia il computo di una nuova era, quella che vede il compimento della promessa antica. Questo realizza, dunque, il concetto di “pienezza del tempo”:

“La pienezza del tempo, dunque, è la presenza di Dio in prima persona nella nostra storia. Ora possiamo vedere la sua gloria che risplende nella povertà di una stalla, ed essere incoraggiati e sostenuti dal suo Verbo fattosi “piccolo” in un bambino. Grazie a Lui, il nostro tempo può trovare la sua pienezza”.

No a falsa neutralità davanti all'oceano di misericordia
Ma la domanda dell’uomo di oggi sembra stridere e contrastare con la realtà. Ogni giorno, mentre vorremmo essere sostenuti dai segni della presenza di Dio, dobbiamo ricontrare segni opposti, negativi, che lo fanno piuttosto sentire come assente di fronte alle ingiustizie, le violenze, la sopraffazione del più forte sul più debole, la malvagità, l’odio, la guerra la fame, le persecuzioni. Un fiume di miseria – sottolinea il Santo Padre – alimentato dal peccato, sembra contraddire la pienezza del tempo realizzata da Cristo:

“Eppure, questo fiume in piena non può nulla contro l’oceano di misericordia che inonda il nostro mondo. Siamo chiamati tutti ad immergerci in questo oceano, a lasciarci rigenerare, per vincere l’indifferenza che impedisce la solidarietà, e uscire dalla falsa neutralità che ostacola la condivisione”.

Il sì di Maria
Siamo chiamati a diventare suoi cooperatori nella costruzione di un mondo più giusto e fraterno, dove ogni persona e ogni creatura possa vivere in pace, nell’armonia della creazione originaria di Dio. Tutto questo – dice il Papa – nasce da quel sì che Maria pronunciò all’Angelo Gabriele che le annunciò la divina maternità. La promessa antica – afferma – si compie nella sua persona:

“Ella ha creduto alle parole dell’Angelo, ha concepito il Figlio, è diventata Madre del Signore. Attraverso di lei, attraverso il suo 'sì', è giunta la pienezza del tempo”.

Dove non arriva la ragione dei filosofi può giungere la forza della fede
Alla fine dell’omelia della Messa, caratterizzata dai canti dei Pueri Cantores ricevuti ieri dal Papa per la chiusura del loro 40° Congresso internazionale, Francesco conclude:

“Dove non può arrivare la ragione dei filosofi né la trattativa della politica, là può giungere la forza della fede che porta la grazia del Vangelo di Cristo, e che può aprire sempre nuove vie alla ragione e alle trattative”.

(Da Radio Vaticana)