Il Papa conclude il viaggio in Bangladesh esortando i giovani a non rimanere chiusi in se stessi- La sapienza che libera

2017-12-02 L’Osservatore Romano

Papa Francesco ha lasciato il Bangladesh nel pomeriggio di sabato 2 dicembre, a conclusione del viaggio in Asia cominciato lunedì 27 novembre dal Myanmar. 

L’aereo con a bordo il Pontefice è decollato dall’areoporto di Dhaka alla volta di Roma — dove l’arrivo è previsto intorno alle 23 — al termine di una giornata scandita dagli ultimi due appuntamenti pubblici in terra bangladese; quello con i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i seminaristi e le novizie, nella chiesa del Santo Rosario, e quello con i giovani, riuniti presso il Notre Dame College. Incontri preceduti da una toccante visita compiuta in mattinata alla “casa della compassione” che sorge nel quartiere periferico di Tejgaon, dove le suore di madre Teresa di Calcutta accolgono bambini, anziani, disabili e ammalati.

Nel discorso ai preti e i consacrati — che Francesco ha pronunciato a braccio dopo aver consegnato ai presenti il testo già preparato — è riecheggiato soprattutto l’invito a non alimentare lo «spirito di divisione» prodotto dal pettegolezzo e dal carrierismo. Contro «i nemici dell’armonia», ha avvertito il Papa, occorre testimoniare «la gioia del cuore» e servire generosamente Dio e il prossimo.

Consegne, queste, che il Pontefice ha affidato anche alle nuove generazioni del paese, rimarcando la necessità di «promuovere un clima di armonia, dove si tende la mano agli altri» al di là delle differenze religiose e sociali. Da qui l’appello a saper «accogliere e accettare coloro che agiscono e pensano diversamente da noi», respingendo «le false promesse di libertà» e arrivando all’autentica «sapienza che nasce dalla fede» e che permette di uscire da se stessi per raggiungere l’autentica libertà. Infatti, ha ammonito il Papa, «quando un popolo, una religione o una società diventano un “piccolo mondo”, perdono il meglio che hanno e precipitano in una mentalità presuntuosa».