Il Papa chiede di ascoltare la voce dei poveri e dei rifugiati - Una chiamata all’umanità

2016-03-17 L’Osservatore Romano

Prendersi cura degli altri, «a prescindere dalla loro provenienza e dalle circostanze», non è soltanto «un distintivo dei cristiani» ma «una chiamata universale radicata nella nostra comune umanità». 

Lo ha ricordato Francesco ai partecipanti al 2016 Harvard World Model United Nations, ricevuti in udienza nella mattina di giovedì 17 marzo, nell’Aula Paolo VI.
Sottolineando il significato dell’iniziativa — che ha riunito a Roma oltre duemila studenti universitari, provenienti da centodieci Paesi di tutto il mondo, per discutere di scenari geopolitici, crisi economiche, cambiamenti climatici, temi ambientali ed emergenze di vario genere — il Pontefice ha invitato i giovani ad ascoltare la voce dei «più vulnerabili ed emarginati», al cui servizio sono chiamati a dedicarsi le Nazioni Unite e i singoli Stati membri.
In particolare Francesco ha richiamato la drammatica situazione di «coloro che sono colpiti dai problemi più gravi del mondo attuale, dalla violenza e dall’intolleranza» e «sono diventati rifugiati, tragicamente costretti ad abbandonare le loro case». A loro — ha assicurato — si rivolge l’attenzione della Chiesa, impegnata «nel servire i bisogni dei poveri e dei rifugiati, a sostenere le famiglie e le comunità e a proteggere l’inalienabile dignità e i diritti di ogni membro della famiglia umana».

Il discorso del Papa