Il Papa all'Angelus: mai più l'orrore dell'Olocausto, si superi ogni forma di odio e razzismo

2013-01-27 Radio Vaticana

All’Angelus, in Piazza San Pietro, il pensiero di Benedetto XVI va alla Giornata della Memoria, in ricordo delle vittime dell'Olocausto. La memoria di questa “immane tragedia”, ha detto il Papa, rappresenti un monito “affinché non si ripetano gli orrori del passato” e si superi ogni forma di razzismo. Il Papa non ha poi mancato di ricordare la Giornata mondiale dei malati di lebbra e la Giornata per la Pace in Terra Santa, esprimendo vicinanza ai lebbrosi e agli operatori di pace. Al momento dei saluti ai pellegrini, assieme a due bambini dell’Azione Cattolica Ragazzi, il Pontefice ha liberato due colombe in occasione della “Carovana della Pace” in Piazza San Pietro. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Mai più l’Olocausto. All’Angelus, in Piazza San Pietro, si leva alta la voce del Papa contro ogni forma di odio e razzismo. Benedetto XVI ricorda, con parole commosse, la “Giornata della Memoria” che commemora tutte le vittime del nazismo:

“La memoria di questa immane tragedia, che colpì così duramente soprattutto il popolo ebraico, deve rappresentare per tutti un monito costante affinché non si ripetano gli orrori del passato, si superi ogni forma di odio e di razzismo e si promuovano il rispetto e la dignità della persona umana”.

Prima delle parole sull’Olocausto, il Papa si era soffermato sul Vangelo domenicale. Gesù – ha affermato – è “l’oggi della salvezza nella storia, perché porta a compimento la pienezza della redenzione”. Ha quindi rivolto il pensiero al modo in cui i cristiani dovrebbero vivere la domenica. Tema a cui ha dedicato anche un suo tweet, poco dopo l’Angelus. Questo, ha detto, è il "giorno del riposo e della famiglia, ma prima ancora" è "giorno da dedicare al Signore, partecipando all’Eucaristia". E’ “prima di tutto un giorno per Lui”:

“Nel nostro tempo dispersivo e distratto, questo Vangelo ci invita ad interrogarci sulla nostra capacità di ascolto. Prima di poter parlare di Dio e con Dio, occorre ascoltarlo, e la liturgia della Chiesa è la scuola di questo ascolto del Signore che ci parla”.

Per il cristiano, ha aggiunto, “ogni momento può diventare un oggi propizio per la nostra conversione”. Questo, ha osservato, è il senso cristiano del carpe diem: “cogli l’oggi in cui Dio ti chiama per donarti la salvezza”. Al momento dei saluti ai pellegrini, il Papa ha rammentato la Giornata mondiale dei malati di lebbra, giunta alla 60.ma edizione:

“Esprimo la mia vicinanza alle persone che soffrono per questo male e incoraggio i ricercatori e gli operatori sanitari e i volontari, in particolare quanti fanno parte di organizzazioni cattoliche e dell’Associazione Amici di Raoul Follereau”.

Per tutti ha invocato il sostegno di San Damiano de Veuster e di Santa Marianna Cope, che hanno "dato la vita per i malati di lebbra". Ancora, il Papa ha ringraziato quanti in diverse parti del mondo hanno promosso una Giornata speciale di intercessione per la pace in Terra Santa. E, parlando in polacco, si è unito alla Chiesa in Polonia nella preghiera per il cardinale Jozef Glemp, scomparso nei giorni scorsi. Al termine dell’Angelus, Benedetto XVI ha rivolto un saluto particolare ai bambini e ragazzi dell’Acr, l'Azione cattolica ragazzi, di Roma impegnati in un’iniziativa di pace:

“Cari ragazzi, la vostra ‘Carovana della Pace’ è una bella testimonianza! Sia segno anche del vostro impegno quotidiano per costruire la pace là dove vivete”

Una di loro ha quindi letto un messaggio al Papa:

“Caro Papa… stiamo sperimentando se siamo veramente capaci di pace, ovvero di essere collaboratori della pace che viene da Dio… e ricordati, caro Papa: l’Acr di Roma non smette mai di volerti bene!

Infine, il Papa - aiutato da due bambini - ha liberato due colombe, “simbolo dello Spirito di Dio, che dona la pace a quanti accolgono il suo amore”.