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Il Messico in festa ha accolto Papa Francesco - Fiume di luci

2016-02-13 L’Osservatore Romano

È stata una vera e propria festa quella organizzata per l’arrivo di Francesco all’aeroporto di città del Messico venerdì sera, 12 febbraio, con giochi di luci, bandierine colorate, gruppi musicali nei costumi tradizionali, canti, balli e cori da stadio. E davvero sembrava uno stadio l’area antistante l’hangar presidenziale, attrezzata con enormi tribune stracolme di gente, ben cinquemila persone, dove si è svolta la cerimonia di benvenuto. Cinquemila persone che hanno fatto sentire tutto il loro affetto e il loro calore all’ospite. E non poteva essere altrimenti. I messicani di Papi ne hanno già accolti due negli ultimi 37 anni: Giovanni Paolo II per cinque volte e Benedetto XVI nel 2012. Ogni volta è stata una festa. Ma l’arrivo di Francesco non poteva non avere un sapore diverso. È un Pontefice latinoamericano. È uno di loro, e già questo rende la sua visita speciale. E così non poteva che essere speciale il benvenuto.

Il clima di attesa era tale che le persone presenti hanno cominciato a cantare e a esultare appena l’aereo papale è atterrato, poco dopo le 19. Un entusiasmo che è cresciuto quando il portellone si è aperto, in attesa che si affacciasse la sagoma bianca. Appena apparso in cima alla scaletta, Francesco è stato sommerso dal chiassoso saluto dei presenti. Tutto in perfetto stile latinoamericano. Un entusiasmo che certo non è sfuggito al Pontefice, che ha ricambiato il saluto con altrettanto calore.

Lungo il percorso dall’aeroporto alla nunziatura, una ventina di chilometri, Francesco ha avuto un’altra dimostrazione di quella che sarà l’accoglienza che il popolo messicano gli tributerà in questi giorni. Le strade si sono trasformate in un suggestivo corridoio luminoso. Un interminabile fiume di luci — torce e cellulari — agitate da decine di migliaia di persone festanti che hanno aderito a un’iniziativa organizzata da giorni da un comitato promotore e denominata “muraglia della luce”.

La festa peraltro è proseguita anche davanti alla nunziatura, dove, dopo l’arrivo del Papa, si erano radunate centinaia di persone che lo hanno acclamato con canti e slogan. Una manifestazione di affetto che probabilmente sarebbe proseguita a lungo, se Francesco non fosse uscito a salutarli. «Questa sera — ha detto rivolto loro — non dimenticate di guardare alla Madonna. Pensiamo alle persone a cui vogliamo bene e a quelli che non ci vogliono bene». Quindi, prima di rientrare, li ha invitati a recitare un’avemaria. 

dal nostro inviato Gaetano Vallini