Il libro di Isaia e gli Atti degli Apostoli letti dal Papa - Profeta e parola

2017-05-16 L’Osservatore Romano

È una speranza lucida e non ingenua, che non rimanda l’uomo a un’attesa passiva del futuro, ma lo spinge a dare corpo all’oltre, al sogno e al bene che si intende realizzare quella celebrata ne Il profeta della salvezza. Il libro di Isaia letto dal Papa (Roma, Castelvecchi, 2017, pagine 190, euro 16,50) a cura di Alessandra Peri, con l’introduzione di Giuseppe Dell’Orto. Nel volume si rivisita il messaggio di colui che il biblista gesuita Luis Alonso Schökel ha definito «il Dante della letteratura ebraica», per sottolinearne l’obiettivo da cui trae ispirazione, ovvero il desiderio di provocare nel popolo l’incontro con Dio, la piena accettazione del divino in mezzo all’umano.

Il Papa spiega e commenta, con un linguaggio semplice e al contempo illuminante e incisivo, il libro di Isaia che con i suoi 66 capitoli è, dopo i Salmi, il più lungo della Bibbia. Da ricordare che la vita e il messaggio del profeta attraversano fasi cruciali della storia d’Israele: l’avvento dell’impero assiro, che ha distrutto Samaria nel 722 prima dell’era cristiana; poi quello dell’impero babilonese, che ha raso al suolo Gerusalemme nel 586; e infine dell’impero persiano, che ha favorito il ritorno degli ebrei esiliati a Babilonia e la ricostruzione di Israele a partire dal 538. Nel commentare il capitolo 49, Francesco ricorda che «tutti facciamo sbagli nella vita» e che di conseguenza occorre chiedere perdono per tali errori. Ma è altrettanto importante non stare mai fermi, perché quando l’acqua sta ferma «marcisce». Ne deriva dunque l’urgenza di camminare, di «fare un passo ogni giorno» con il sostegno del Signore misericordioso che aiuta ogni persona a rialzarsi, una volta caduta nel peccato, per restituirgli piena dignità. Ed è proprio grazie a questa fiducia riposta in Dio, che «mai si dimentica di noi», che il credente può camminare, giorno per giorno, pur attraverso insidie e difficoltà, verso la meta del bene e della redenzione.

Un vivido affresco della fisionomia della prima comunità cristiana, dell’itinerario di diffusione del messaggio di Gesù risorto da Gerusalemme fino a Roma, delle persecuzioni, della missione evangelizzatrice di san Paolo è poi contenuto nel libro Lo spirito e la parola. Gli Atti degli Apostoli letti dal Papa (Roma, Castelvecchi, 2017, pagine 192, euro 16,50). Sempre a cura di Alessandra Peri, con l’introduzione di Matteo Crimella, il volume punta a richiamare il valore della testimonianza degli apostoli, resa nella perfetta fedeltà al Signore e nella costante attenzione alla Parola. Nel soffermarsi sul problema dei tanti timori che attanagliano la vita quotidiana, Papa Francesco si chiede: «Noi, cari fratelli vescovi, abbiamo paura? E se ne abbiamo, quali rifugi cerchiamo?». Ecco allora che viene raccomandata la testimonianza dell’apostolo Pietro che ci ricorda che il «nostro vero rifugio è la fiducia in Dio». È una testimonianza che «allontana ogni paura e ci rende liberi da ogni schiavitù e da ogni tentazione mondana». Le due pubblicazioni fanno seguito ai quattro libri La gioia della Misericordia. Il Vangelo di Luca letto dal Papa; La sorpresa della fede. Il Vangelo di Matteo letto dal Papa; Il cammino della speranza. Il Vangelo di Marco letto dal Papa; La luce della Parola. Il Vangelo di Giovanni letto dal Papa, sempre editi, nel 2016, da Castelvecchi. (gabriele nicolò)