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Per la prima volta un cardinale nell'Accademia Reale di Svezia

2012-09-12 Radio Vaticana

"Il Cortile dei Gentili", la struttura vaticana dedicata al dialogo con i non-credenti, gestita dal Pontificio Consiglio della Cultura, riprende la sua attività con un appuntamento di due giornate che comincia domani a Stoccolma. Per la prima volta in un Paese luterano, e in una regione europea caratterizzata da una forte secolarizzazione, il Cortile svedese avrà come tema "Il mondo con o senza Dio?". I dibattiti si svolgeranno nella sede dell'Accademia Reale delle Scienze e nel Fryshuset, il centro per attività sociali per giovani più grande d'Europa che accoglie ragazzi in difficoltà. Fabio Colagrande ha chiesto al cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del dicastero vaticano della cultura, che inaugurerà l'incontro di Stoccolma, di presentarlo ai nostri microfoni:

R. – Il mondo luterano è certamente un ambito molto vivace, ma anche profondamente in crisi. Per cui la fede diventa sempre di più un’esperienza di nicchia, laddove la grande tradizione precedente, invece, era tale da unire persino, per certi versi, Stato e Chiesa, trono e altare: la tradizione luterana precedente era in questa linea; ora, invece, è tutto mutato. Per cui anche per noi è interessante guardare un ambito, un orizzonte di fede, che è però così profondamente in crisi e che è ritornato quasi ad essere catacombale.

D. – Una regione, quella dove si trova la Svezia, che è caratterizzata da una forte secolarizzazione. Questo cosa significa per i temi che toccherete durante il Cortile?

R. – Sarà per noi anche una sfida. Devo dive che è la prima volta che un cardinale entra nell’interno dello spazio nobile dell’Accademia Reale di Svezia, quella dove si assegnano i Premi Nobel: per tradizione si sa che questa Accademia è fieramente laica e anche, per certi versi, molto sospettosa nei confronti del mondo cattolico. Devo dire che, invece, ha accettato questo evento con molto interesse. Lì sarà veramente suggestivo riuscire a individuare l’arco di tutte le potenzialità, possibilità e iridescenze quasi, della non credenza. E questo perché si ha, per esempio, la figura di coloro che sono atei, che hanno però un grande rispetto per la fede; ci sono altri che testimonieranno il trapasso insensibile da una fede rigorosamente luterana, puritana, intensa, ad una forma di indifferenza; e ci saranno coloro che testimonieranno, però, anche la loro fede. Non dimentichiamo che uno dei maggiori scrittori svedesi, che io spero di incontrare, Thor Lindgren, è un cattolico praticante. Sarà certamente accesa la discussione rispetto anche ad altre esperienze precedenti da noi fatte. Penso, ad esempio, alla sessione dedicata ai giovani, all’interno di uno spazio sociale molto importante di Stoccolma; penso alla presenza di una figura atea, molto aggressiva, la quale si batte affinché non si usi più il termine Dio all’interno del linguaggio quasi comune e ufficiale. Quindi c’è anche una negazione, che è una negazione abbastanza veemente. Dall’altra parte, però, dobbiamo anche dire che c’è una affermazione della fede estremamente nobile ed alta: non dimentichiamo mai le due grandi facoltà di Teologia e Università, che hanno matrici di origine teologica: Uppsala da una parte e Lund dall’altra. Io sarò, tra l’altro, in visita ufficiale all’Università di Uppsala e sarà interessante vedere anche l’elaborazione teologica, che è – tra l’altro – anche sostenuta dalla piccola minoranza cattolica. Ci sarà anche la presenza del vescovo di Lund, che è una professoressa dell’Università di Lund, una teologa, che ho avuto occasione già di incontrare e che certamente presenta anche una fede che vuole rinascere in un contesto così profondamente in crisi. Un vero e proprio gioco di colori in antipodo: un infrarosso e un ultravioletto, due estremi, che ininterrottamente faranno anche qualche scintilla. Ma questo è anche l’interesse del Cortile dei Gentili: un confronto serio anche quando magari le divaricazioni sono profonde, con riconoscimento che entrambi portano ragioni per il credere e non credere.

D. - Possiamo accennare che dopo l’appuntamento di Stoccolma, il Cortile dei Gentili tornerà in Italia con un appuntamento ad Assisi il 5 e 6 ottobre che si annuncia con un programma particolarmente ricco e intenso, proprio alla vigilia dell’apertura del Sinodo sulla Nuova Evangelizzazione…

R. – Sarà forse questo il Cortile dei Gentili in assoluto più grandioso che mai abbiamo fatto perché comprenderà una gamma variegata di temi tali da costituire quasi tutto l’orizzonte possibile della cultura e della vita anche quotidiana con personalità di altissimo livello e con le letture fatte dalle due angolature. L’elemento, certo, iniziale più suggestivo sarà la presenza del presidente della Repubblica il quale ha scelto di dialogare con me proprio non su un tema politico ma su un tema religioso, culturale. Così come nell’interno della sequenza si vedranno dai giovani all’arte, dal grido dei poveri ai problemi sociali, persino ai problemi anche delle relazioni industriali. Sarà veramente un’esperienza che ci auguriamo possa avere un’eco profonda anche nel tessuto culturale dell’Italia.