Honduras. Scontri dopo le Presidenziali: 7 morti e 20 feriti

2017-12-03 Radio Vaticana

Caos e tensione alle stelle da una settimana  in Honduras, cioè dal ballottaggio delle elezioni presidenziali di cui non si sa ancora il nome del vincitore, nonostante siano state scrutinate il 95 per cento delle sezioni. Negli scontri che si stanno moltiplicando in tutto il Paese, da venerdì sono morte sette persone e una ventina sono rimaste ferite. Anche se il bilancio non è stato ufficializzato dalle autorità, sarebbero cinque i morti a San Pedro Sula, uno a La Ceiba e uno nella capitale, Tegucigalpa. Per dieci giorni, inoltre sono stati stato indetti il coprifuoco – in vigore dalle 18 alle 6 per consentire a polizia e militari di contenere le proteste - e la sospensione di alcuni diritti costituzionali.

“Garantire la sicurezza”: questa la priorità espressa dal presidente uscente Juan Orlando Hernandez, del Partito nazionale di centrodestra, che sembra in vantaggio di circa 46mila voti sullo sfidante Salvador Nasralla, giornalista della tv locale, a capo di una coalizione che riunisce forze di sinistra e conservatrici. Nasralla ha ripetutamente denunciato brogli e si è autoproclamato vincitore; anche per questo il Tribunale Supremo Elettorale, dopo aver posticipato per l’ennesima volta la proclamazione, ha stabilito il conteggio manuale di un migliaio di urne i cui risultati sarebbero “controversi”. Entrambi i candidati, infine, nell’attesa hanno comunque fatto sapere che non riconosceranno la vittoria del proprio oppositore. (R.B.)   

(Da Radio Vaticana)