Lampedusa

2013-01-04 Radio Vaticana

Dopo l’allarme lanciato poco prima di Natale, è rientrata l’emergenza nel centro per immigrati di Lampedusa. Per il sindaco, però, l’isola però deve essere considerata solo un punto di passaggio e del problema si deve fare carico l’intera Europa. Alessandro Guarasci

Sono circa 300 gli immigrati ora nel centro di prima accoglienza di Lampedusa. Si tratta della capienza regolamentare, ma solo il 19 dicembre la situazione era ben diversa: circa 600 persone. Le grida d’allarme del sindaco Giusy Nicolini non sono rimaste inascoltate. Ma l’emergenza non deve ripetersi.

“Questo centro deve rimanere tendenzialmente vuoto perché Lampedusa è isola di approdo, di accoglienza, di primo soccorso e quindi il centro deve sempre rimanere in condizioni di potere ospitare in maniera dignitosa coloro che arrivano. Lampedusa è la porta d’Europa non è soltanto l’ultimo lembo d’Italia e invece questo non viene compreso”.

Per questo, a Lampedusa è nato il Museo delle Migrazioni per testimoniare il suo ruolo di ''isola ponte'', assieme a Linosa. La Caritas di Agrigento chiede che si apra un tavolo per evitare che il sovraffollamento si ripeta e poi mette in luce l’ospitalità della popolazione. Il direttore Valerio Landri:

“La popolazione di Lampedusa continua a dare testimonianza di grande spirito di accoglienza. Ad esempio, la sera di Natale la parrocchia ha offerto un momento di festa, di musica e di dolci al quale hanno preso parte moltissimi dei migranti che circolano liberamente per l’isola. È stato un momento molto importante perché si sentivano accanto ai canti della Novena natalizia italiana in siciliano, quelli portati dai fratelli che venivano dall’Africa”.

Recentemente la popolazione è stata premiata con la medaglia al valor civile.