Giornata mondiale del migrante: domenica in 5 mila a San Pietro

2016-01-12 Radio Vaticana

Migranti gettati in mare nel Salento, rappresaglie a Colonia contro gli stranieri, l’incubo xenofobo che rinasce. La cronaca ci interpella e sotto l’invito del Papa siamo chiamati a vincere la paura e rispondere col Vangelo della Misericordia. Questo il sentimento che ispirerà le iniziative della prossima Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, domenica 17 gennaio. Lo ha evidenziato la Fondazione Migrantes presentando oggi, nella sede della nostra emittente, le iniziative previste in 27mila parrocchie con la partecipazione a Roma di oltre 5mila tra migranti e rifugiati. Il servizio di Gabriella Ceraso:

Domenica sarà la “festa dell’incontro”, perché solo solidarietà, incontro e accoglienza permettono di delineare lucidamente i contorni della migrazione e di rispondervi concretamente, anche ridisegnando le nostre società. Accoglienza, “risposta del Vangelo della Misericordia”, prima che “fatto materiale” è “apertura del cuore”, spiega mons. Guerino di Tora vescovo ausiliare di Roma e Presidente della Fondazione Migrantes:

"Non quindi una rassegnazione esterna  come a dire che quasi per forza si deve fare così - perché le cose del mondo vanno così – ma dare un orientamento a quello che è l’atteggiamento del cristiano. Il Papa ci chiede l' accoglienza come un forte richiamo all’amore di Dio, che raggiunge tutti e ciascuno. Non si tratta di cifre, di numeri, ma di persone! Ogni persona con una sua dignità, con una sua storia, con una sua realtà. E quindi il discorso dell’accoglienza diventa un'empatia: non è semplicemente sistemare una situazione, ma renderci partecipi di qualcosa di più grande, nella quale noi stiamo vivendo”.

27mila le parrocchie italiane coinvolte nelle iniziative della Giornata mondiale. Le celebrazioni principali saranno quest’anno nel Lazio, regione del centro Italia capofila per numero di immigrati, delle loro comunità cattoliche, ma anche per numero di emigranti. Domenica prossima, oltre 5.000 migranti di 30 nazionalità, parteciperanno prima all’Angelus in piazza S. Pietro, poi, passando la Porta Santa, alla celebrazione eucaristica in Basilica presieduta dal card. Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontifcio Consiglio per i Migranti e gli Itineranti:

"E c'è una cosa particolare: ai piedi dell’altare della Cattedra, ci sarà la Croce di Lampedusa. E questo anche per ricordare il viaggio drammatico che per oltre 3.700 persone, tra cui quasi 8 mila bambini, nel 2015, si è concluso in fondo al Mediterraneo. Le Ostie che verranno consacrate e quindi consumate nella celebrazione della Messa sono state donate dai detenuti  -  anche stranieri - del Carcere di Opera, il carcere di Milano, che hanno attivato un progetto-laboratorio"

Giovedì 14 gennaio invece la giornata si celebrerà al Centro Astalli per i rifugiati, con un momento di preghiera e testimonianza alla presenza di famiglie di 10 nazionalità diverse:

"In un momento nel quale si tende a chiudere le frontiere e gli animi delle persone, dobbiamo veramente ritrovare il senso di saper guardare l’altro in faccia come nostro fratello, ricordandoci sempre che l’incontro con Dio passa attraverso l’incontro con l’uomo"

Si fatica ad aprire frontiere e cuori, ma anche a fare leggi giuste, come “abolire il reato discriminatorio di immigrazione clandestina”, commenta mons. Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, che guarda con timore alle reazioni xenofobe di questi giorni a Colonia:

"C’è un timore che è alimentato anche – purtroppo! – da forze politiche, da realtà culturali che non aiutano invece a leggere un cambiamento di civiltà. E’ ciò che sta avvenendo quando 400mila famiglie in Italia sono ormai famiglie miste; quando nella scuola un bambino su 10 è di un’altra cultura, di un’altra nazionalità; quando si dà il diritto di voto amministrativo anche al popolo degli immigrati"

Nelle parole di mons Perego anche un quadro della condizione dei migranti in Italia nel 2015, con la richiesta di non cedere ad allarmismi:

"Non siamo di fronte ad un’invasione del nostro Paese, ma siamo di fronte ad una immigrazione che si è fermata, ad una emigrazione che continua con 100 mila giovani che lasciano il nostro Paese e con 100 mila persone, in un Paese di 60 milioni, che chiede protezione internazionale"

Il dito è puntato sul calo dei migranti economici in Italia, segno della crisi, e sul fallimento dell’operazione europea Triton nel Mediterraneo:

"E’ stata inefficace per quanto riguarda effettivamente il salvataggio, soprattutto per individuare le persone a largo, al punto tale che Lampedusa è stato il primo porto di sbarco"

Resta ancora critico, secondo mons Perego, in Italia il trattamento di accoglienza e identificazione riservato ai minori non accompagnati, a carico per lo più del meridione, mentre in positivo è l’andamento dell’accoglienza nelle strutture ecclesiali, cresciuta dall’appello del Papa nel settembre scorso. Il bilancio è passato da 23mila a circa 27mila persone che ne stanno usufruendo.

(Da Radio Vaticana)