Giornata del malato a Nazareth: fare della sofferenza un bene

2016-01-28 Radio Vaticana

“Affidarsi a Gesù misericordioso come Maria: qualsiasi cosa vi dica fatela” è il tema del Messaggio del Papa per la Giornata mondiale del malato, che sarà celebrata in forma solenne - come avviene ogni tre anni - a Nazareth in Terra Santa, l’11 febbraio prossimo. L’evento è stato presentato stamani in Sala Stampa vaticana da mons. Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, insieme a mons. Jean-Marie Mate Musivi Mupendawatu e padre Augusto Chendi, del medesimo dicastero, e a padre Pietro Felet, segretario generale dell’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa. Il servizio di Roberta Gisotti:

Bene s’iscrive questa Giornata nel Giubileo straordinario della Misericordia, spiega il Papa nel suo Messaggio. Da qui la scelta di Nazareth, in Galilea, dove Gesù compie il primo miracolo per intercessione della Madre e compie pure molte guarigioni, segno di vicinanza  ai malati e ai sofferenti. “La malattia, quella grave - scrive Francesco - mette sempre in crisi l’esistenza umana e porta con sé interrogativi che scavano in profondità”. Se la fede in Dio  è messa alla prova, allo stesso tempo rivela tutta la sua potenzialità positiva. Qui trova ragione d’essere la Giornata del malato, ha sottolineato mons. Zimowski:

“Far del bene a chi soffre e fare della propria sofferenza un bene, cioè sensibilizzare i malati, per offrire le loro sofferenze per gli altri, per la Chiesa”.

“A volte ci intimidisce – ha osservato il presule – il fatto di non potere guarire di non poter aiutare come Gesù”:

“Cerchiamo di superare questo imbarazzo. Importante è andare, stare accanto all’uomo che soffre. Egli, forse più che della guarigione, ha bisogno della nostra presenza, dell’uomo, del cuore umano pieno di misericordia e dell’umana solidarietà”.

Chiamate in causa sono tutte le “Istituzioni che servono la salute umana”:

“Bisogna dunque a ogni costo sostenere la bella tradizione: l’opera del medico e dell’infermiere viene trattata non solo come una professione, ma anche e forse prima di tutto come un servizio, una vocazione.La cura per i minorati fisici e gli anziani, la cura per i malati di mente costituiscono, più di ogni altro ambito della vita sociale, il metro della cultura della società e dello stato".

Padre Chendi ha poi ricordato il dono concesso da Francesco dell’indulgenza plenaria e parziale a quanti con varie modalità, dal 7 al 13 febbraio, parteciperanno alle intenzioni della Giornata del malato. Tanti gli eventi in programma durante quei giorni in Terra Santa, non solo a Nazareth ma anche a Betlemme e a Ramallah, per andare incontro – ha spiegato padre Felet – alle esigenze dei pellegrini e dei fedeli residenti, alcuni anche impediti dalle autorità a spostarsi.

(Da Radio Vaticana)