Storico abbraccio tra Francesco e Kirill: "Siamo fratelli"

2016-02-12 Radio Vaticana

"L'unità si costruisce camminando insieme": sono parole di Papa Francesco, che all'aeroporto José Marti dell'Avana, a Cuba, ha incontrato il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill. Il Pontefice è stato accolto dal presidente cubano Raul Castro. Poi ha incontrato Kirill scambiando con il Patriarca un caloroso abbraccio. Dopo il colloquio privato e lo scambio dei doni (il Papa dona un reliquiario con una reliquia di San Cirillo e un calice, il Patriarca dona una copia, più piccola dell'originale, della Madonna di Kazan) la firma di una Dichiarazione comune e i due brevi discorsi. Subito dopo Francesco riparte alla volta di  Città del Messico. Il servizio di Francesca Sabatinelli:

Fratello. Siamo fratelli è molto chiaro che questa è la volontà di Dio. Sono state le parole del Papa a Kirill al momento dell’incontro sugellate da un abbraccio prima che le porte si chiudessero dietro le loro spalle per dare inizio allo storico incontro tra i due Primati della Chiesa cattolica e della Chiesa ortodossa.

“Anche se le nostre difficoltà non si sono ancora appianate c’è la possibilità di incontrarci e questo è bello", questo il saluto di Kirill al Papa. In precedenza, a poche ore dall’appuntamento, Francesco aveva affidato a twitter le sue speranze, parlando di “giorno di grazia” e definendo “dono di Dio” l’incontro con il Patriarca. Francesco e Kirill segnano con questo loro dialogo diretto, il primo dallo scisma del 1054, un tappa storica nelle relazioni tra le due Chiese, così come era già stato sottolineato in occasione dell’annuncio di questo evento in un comunicato congiunto in cui si leggeva l’auspicio di poterne poi vedere i buoni frutti. Alla fine del colloquio all’aeroporto José Marti, ancora in corso, Francesco e Kirill firmeranno il testo della Dichiarazione congiunta in italiano e russo che verosimilmente riprenderà i temi particolarmente cari al dialogo cattolico-ortodosso in generale, questa l’opinione del padre domenicano Hyacinthe Destivelle, responsabile della sezione orientale del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani:

“Non è una Dichiarazione che si incentra su un aspetto teologico in particolare, non è una Dichiarazione che apre a prospettive teologiche particolari, perché il dialogo teologico si svolge nell’ambito della Commissione internazionale del dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa nel suo insieme. Nella Dichiarazione si parla degli ambiti di collaborazione e di dialogo che non hanno carattere teologico, ma che pure sono molto improntati per il riavvicinamento delle Chiese: la questione della persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, la questione della famiglia, la questione della secolarizzazione, del ruolo che i cristiani possono ricoprire nelle società secolarizzate; la questione dei giovani, della vita in termini generali… tutti questi aspetti sono particolarmente importanti, soprattutto nel dialogo con la Chiesa ortodossa russa. Il concetto di fondo della Dichiarazione è di affermare che non siamo “concorrenti”, ma “fratelli”, in particolare fratelli dei nostri fratelli ortodossi con i quali condividiamo la medesima successione apostolica, la stessa concezione di Chiesa, la stessa concezione dei Sacramenti: noi riconosciamo tutti i Sacramenti ortodossi e gli ortodossi riconoscono a loro volta tutti i Sacramenti cattolici. Per questo, abbiamo grande interesse a lavorare insieme per testimoniare insieme il Cristo. Ecco, alla fine, lo scopo di questo incontro tra il Patriarca e Papa Francesco: testimoniare insieme il cristianesimo nel mondo di oggi”.

Alla fine dell’incontro e dopo lo scambio dei testi della dichiarazione, il Papa e il Patriarca rivolgeranno due discorsi pubblici per poi congedarsi in privato.

 

(Da Radio Vaticana)