Duro discorso all’assemblea costituente del Venezuela- La sfida di Maduro

2017-08-11 L’Osservatore Romano

In un lungo discorso tenuto davanti all’assemblea costituente il presidente del Venezuela Nicolás Maduro è tornato a sfidare l’opposizione interna e la comunità internazionale, denunciando attacchi contro il suo governo che provengono da più parti.

Il presidente venezuelano Maduro parla all’assemblea costituente (Ansa)

Ai numerosi leader sudamericani che lo hanno criticato apertamente per la repressione violenta delle manifestazioni di piazza che da mesi si svolgono nel paese, il capo di stato ha lanciato una sfida proponendo un incontro per «vedersi faccia a faccia» in un vertice che dovrebbe essere organizzato d’urgenza dalla Comunità di stati latinoamericani e dei Caraibi (Celac). Il summit, ha sottolineato il capo di stato, è necessario per «restituirci il rispetto che ci è dovuto».

Maduro ha proposto un incontro a margine della prossima assemblea generale delle Nazioni Unite a New York per discutere della crisi. Subito dopo ha denunciato ingerenze nel recente attacco a una base dell’esercito in Venezuela, apparentemente lanciato da un gruppo di ribelli militari. In realtà, ha detto Maduro, l’assalto è stato «preparato in territorio americano e finanziato con dollari americani».

Dura la posizione del presidente anche nei confronti dell’opposizione interna, prima elogiata per aver accettato di presentare candidati alle elezioni regionali di dicembre, poi minacciata. Maduro ha infatti avvertito che la commissione della verità istituita dalla costituente chiamerà a deporre «uno per uno» i dirigenti dell’opposizione per punire chiunque «abbia istigato la violenza terrorista» nelle manifestazioni antigovernative che si susseguono da aprile. «La costituente è plenipotenziaria e potrà abolire qualsiasi tipo di immunità, perché l’immunità non vuole dire un permesso per delinquere», ha aggiunto il presidente, che ha anche presentato un progetto di legge per punire con pene che arrivano fino a venticinque anni di reclusione quelli che ha chiamato i «delitti di odio».

Secondo Maduro con la costituente «è arrivata la pace ed è stato ristabilito l’ordine». L’organismo, ha aggiunto, resterà in carica fino all’agosto 2019, «per abbracciare e proteggere più a lungo il popolo».

Quanto alla grave crisi economica che attanaglia il paese, Maduro ha addossato la responsabilità dei gravi problemi del paese agli attacchi speculativi della «borghesia parassitaria, contrabbandista e ladrona».

Il presidente venezuelano ha dunque assicurato che anche se è necessario rivedere l’insieme del sistema economico, per lottare contro «l’inflazione indotta» e «risolvere i problemi di produzione, distribuzione e prezzi», bisognerà comunque farlo «sempre da una prospettiva di socialismo produttivo». Sul piano economico, però, il regime deve ora fare i conti anche con le sanzioni internazionali che potrebbero aggravare ulteriormente la situazione.