Dolore del Papa per le vittime degli attacchi in Costa d'Avorio

2016-03-14 Radio Vaticana

Papa Francesco ha espresso le sue condoglianze per le vittime degli attacchi ai resort turistici in Costa d’Avorio e ha assicurato, in un telegramma a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, la sua vicinanza spirituale ai feriti e alle famiglie colpite. Il Papa ha quindi condannato la violenza e l'odio in tutte le sue forme ed ha invocato la benedizione divina sul Paese africano. Intanto, Al Qaeda ha rivendicato l’attacco sulla spiaggia di Grand-Bassam che ha provocato la morte di 16 persone, fra le quali almeno un francese e un tedesco. Marco Guerra ha intervistato l’esperto dell’area Alberto Negri:

R. -  C’è da preoccuparsi del fatto che gli europei non capiscono che le loro frontiere sono cambiate non solo perché ormai confiniamo con questa Siria e questa Turchia, ma anche con quei Paesi che prima erano mille chilometri sotto Gheddafi. Caduta la Libia di Gheddafi queste frontiere sono sprofondate di mille chilometri. Oggi le frontiere dell’Europa sono sul Mali, sul Burkina Faso, sulla Costa d’Avorio, sulla Mauritania, tanto è vero che questo attentato in Costa D’Avorio è esercitato da Mokhtar Belmokhtar  personaggio che conosciamo da anni, che è stato appartenente ai gruppi armati islamici in Algeria negli anni ’90 e che poi è diventato uno dei grandi capi dell’area del Sahel dove, dopo la disgregazione della Libia, ha potuto in qualche modo avere una parola importante su quello che accadeva in Mali, in Burkina Faso. Che attentati porta? Porta attentati agli obiettivi occidentali di marca qaedista, perché è anche "in concorrenza" con lo Stato islamico; protegge in qualche modo, come dire, la preminenza di Al Qaeda in quella zona che significa anche controllo del narcotraffico, dei migranti, di vasti traffici. Questo rende quell’area assolutamente instabile e pericolosa, destinata probabilmente a restarlo ancora per molto tempo.

D. - Quindi c’è la stessa mano degli attacchi a Bamako di qualche mese fa …

R. - Non c’è dubbio. La rivendicazione è più o meno la stessa, perché si parla del gruppo di al Murabitun. Si tratta di un gruppo jihadista islamico che poi si è affiliato ad Al Qaeda nel Magreb di Belmokhtar Bene, questi hanno portato l’attacco a Bamako, a Ouagadougou e da ultimo in Costa d’Avorio mirando soprattutto ad obiettivi occidentali - perché è nella filosofia di Al Qaeda – e in particolare agli interessi di un Paese come la Francia che in quella zona ha fortissimi interessi dal punto di vista della sicurezza. Il Paese è dislocato con le sue forze in Mali e in altri Paesi africani e oltre tutto ha una preminenza economica: ricordiamoci che quella è la famosa area del Franco Cfa; 14 Paesi hanno l’ottanta percento delle loro riserve bancarie proprio a Parigi. Quindi è chiaro che l’obiettivo è molto vicino ad esser quello di destabilizzare la presenza francese.

(Da Radio Vaticana)