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​Damasco afferma di aver abbattuto un caccia dello stato ebraico - Tensione altissima tra Israele e Siria

2017-03-17 L’Osservatore Romano

Avamposto militare israeliano al confine con la Siria (Epa)

Tensione altissima tra Israele e Siria. Questa mattina lo stato maggiore dell’esercito siriano ha affermato di aver abbattuto un caccia israeliano e di averne colpito un altro nella regione di Bureij, vicino al confine con il Libano. Nella notte l’aviazione dello stato ebraico aveva effettuato una serie di raid in territorio siriano ai quali l’antiarea di Damasco aveva risposto con diversi razzi. Uno di questi razzi era stato intercettato dal sistema di difesa antimissili Arrow-3. Si tratta della peggior fiammata di violenze tra Israele e Siria mai registrata dallo scoppio della guerra in Siria. La radio militare israeliana ha parlato di «notte drammatica», senza però confermare l’abbattimento del caccia. «Nessuno dei missili ha colpito obiettivi in Israele» ha spiegato un portavoce dell’esercito. Nel mirino dei raid aerei israeliani — sottolineano gli analisti — vi sono in genere convogli militari di Hezbollah (il partito sciita libanese). Le sirene antiaeree sono state udite tutta la notte nella valle del Giordano. Il missile proveniente dalla Siria è stato intercettato in una zona a nord di Gerusalemme. E intanto, mentre si moltiplicano gli appelli a raggiungere una soluzione negoziale della crisi — come chiesto ieri dal segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres — le violenze sul terreno non conoscono tregua. È di almeno 35 morti il tragico bilancio di un raid aereo che ha colpito una moschea a Jeenah, nella provincia di Idlib, zona controllata dai ribelli. Lo riferiscono attivisti siriani e organizzazioni umanitarie attive sul terreno. Più alto il bilancio secondo l’Osservatorio siriano dei diritti umani (gruppo di opposizione in esilio, con sede a Londra) che infatti parla di almeno 42 morti, molti dei quali civili. Jeeneh si trova a ovest di Aleppo. Nella città si sono rifugiati centinaia di migliaia di siriani in fuga dai combattimenti. I combattimenti, dunque, vanno avanti mentre a Palmira, città sede di un sito archeologico che è patrimonio dell’umanità dell’Unesco, da poco sottratta al controllo dei jihadisti, è giunto ieri un nuovo gruppo di sminatori russi.