"Curiosity" su Marte. Padre Funes: abbattuta un'altra frontiera nel cosmo
2012-08-06 Radio Vaticana
“Touchdown confirmed. We are safe on Mars!”.
“Arrivo confermato. Siamo salvi su Marte!”. Sono le parole più attese da Cape Canaveral che hanno accompagnato l’ammartaggio di “Curiosity” all’alba di questa giornata, per l’Italia, le sette e trenta. Dopo sette minuti di silenzio la sonda, penetrata nell’atmosfera a oltre 20mila km all’ora ha rallentato, si è stabilizzata e ha calato il Rover che ha subito fotografato – raggiunto il suolo – proprio il "pianeta rosso". “Ottima impresa, ma non la prima”, commenta padre José Gabriel Funes, direttore della Specola Vaticana:
“Non dimentichiamo che nel 1976 già sono arrivati i Vikings, poi – recentemente, nel 2004 – gli altri Rover … Direi che è un nuovo risultato importante, che però si inserisce in una tradizione in cui gli Stati Uniti certamente hanno avuto la leadership”.
“Pensiamo all’ispirazione che con questa impresa possiamo dare ai giovani del mondo”, hanno detto dalla Nasa. E questo è già un risultato, sottolinea padre Funes:
“Io stesso, quando gli astronauti sono arrivati sulla luna, ero un bambino e sono stato ispirato da questa esplorazione …”.
Ma i risultati più attesi sono quelli scientifici: “Curiosity”, questa macchina su ruote, pesante una tonnellata e alimentata per la prima volta a energia nucleare, dovrà trovare tracce di vita nel passato attraverso – probabilmente – l’acqua presente su Marte. E’ una nuova frontiera che viene abbattuta, proprio grazie alla curiosità connaturata all’uomo, sostiene padre Funes. Ma c’è anche qualcos’altro:
“C’è la ricerca e la domanda su noi stessi: che senso ha l’esistenza di un uomo? Siamo piccolissimi in questo universo fatto da cento miliardi di galassie … E’ una domanda che ciascuno di noi deve porsi …”.





