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Credenti e non credenti affermino insieme il valore della vita: così il Papa al Cortile dei Gentili in Portogallo

2012-11-17 Radio Vaticana

Benedetto XVI ha indirizzato un messaggio ai partecipanti alla sessione portoghese del Cortile dei Gentili, che si è svolta ieri e oggi a Guimaraes e a Braga. L’evento, dal titolo “O valor da vida”, è organizzato per riflettere sulla vita nelle sue rivelazioni e nei suoi misteri, e mostrare come gli uomini si relazionino con essa. Il servizio è di Davide Maggiore:

La consapevolezza della sacralità della vita, scrive il Papa, “appartiene all’eredità morale dell’umanità”. La vita non è “qualcosa di cui si possa disporre liberamente, ma un dono da custodire” in maniera fedele, ha aggiunto il Pontefice, rivolgendosi ai credenti e non credenti riuniti in Portogallo “con l’aspirazione comune di affermare il valore della vita umana sulla marea crescente della cultura della morte”. La ragione, spiega Benedetto XVI, può afferrare il valore della vita, ma solo l’amore infinito e onnipotente di Dio dona la vita eterna. “Questa è la certezza che la Chiesa annuncia”, scrive il Papa, richiamandosi al Vangelo secondo Giovanni: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna”. Dio, prosegue Benedetto XVI, “ama ogni persona” che dunque è “incondizionatamente degna di vivere”. Nell’età moderna, però, l’uomo ha voluto “sottrarsi allo sguardo creatore e redentore del Padre, appoggiandosi su sé stesso" e non su Dio, come se avesse voluto chiudersi in un edificio senza finestre e provvedere da sé al clima e alla luce. “C’è bisogno – scrive invece il Papa – di aprire di nuovo le finestre, di guardare la vastità del mondo, il cielo e la terra, e di imparare a usare tutto questo nel modo giusto”. “Di fatto - chiarisce ancora il Pontefice, - il valore della vita risulta evidente solo se Dio esiste”. Di qui l’invito rivolto anche ai non credenti a vivere “come se Dio esistesse”, anche se non si ha “la forza per credere”. Nessun problema può essere completamente risolto “se Dio non è posto al centro”, se non tornerà ad essere “visibile nel mondo e determinante nella nostra vita”. Chi si apre a Dio, conclude Benedetto XVI “non si estrania dal mondo e dagli uomini ma incontra fratelli”, e in Dio cade ogni “muro di separazione”.