Cortile dei Gentili, cardinale Ravasi: serve un risveglio etico contro spreco di denaro pubblico ed evasione

2012-10-06 Radio Vaticana

Si è chiusa stasera ad Assisi una nuova tappa del “Cortile dei Gentili” dedicata al tema “Dio questo sconosciuto”. Per due intense giornate la struttura vaticana dedicata al dialogo con i non credenti ha radunato nella città di San Francesco 40 relatori per nove incontri su temi spirituali, culturali ma anche sociali ed economici. Il servizio del nostro inviato, Fabio Colagrande:

Dal Sacro Convento, alla Basilica superiore affrescata da Giotto, fino al vero e proprio cortile della piazza inferiore di San Francesco, il Cortile di Assisi anima i luoghi simbolici della città rilanciando quel dialogo che va oltre la fede, per ritrovare l’antropologia di base evocata già nel colloquio inaugurale tra Napolitano e il card. Ravasi. Tutto esaurito per uno degli incontri più seguiti dedicato a ‘Contemplazione e meditazione’, con il filosofo Giorello e il priore di Bose, Bianchi. “Contemplare – ha ricordato quest’ultimo - significa sempre rivolgersi a ‘un altro’. Anche se questo ‘altro’ per i non credenti non ha la maiuscola”. Gli ha fatto eco Giorello ribadendo l’idea di contemplazione come attività che unisce gli uomini ‘intelligenti’, disposti a ‘intelligere’ le ragioni degli altri. Nel pomeriggio in piazza si parla del ‘Grido dei poveri’ e l’economista Bruni sottolinea come la povertà nasca da un rapporto politico, relazionale malato. La diseguaglianza non dipende dal Pil e se non c’è l’abbraccio al lebbroso di Francesco non bastano gli investimenti per combatterla. In chiusura, incontrando Ravasi in basilica il ministro dello Sviluppo economico Passera rilancia l’appello all’unità per contrastare la crisi già evocato da Napolitano. “L’Italia uscirà' dalla crisi – ricorda il ministro - con un progetto, che, come nel dopoguerra o negli anni bui del terrorismo, riguardi l'intera società' in tutti i suoi settori". Dal canto suo il cardinale, citando San Paolo, riconosce che la Chiesa dovrebbe contribuire al risveglio etico condannando a voce più alta lo spreco del denaro pubblico e l’evasione fiscale. Se non si pagano le tasse, non basta poi fare beneficenza. Resta un peccato.