Corso per confessori. Mons. Nykiel: favorire incontro con Cristo

2016-03-02 Radio Vaticana

“Approfittiamo del tempo di Quaresima" per ricevere il perdono di Dio nel Sacramento della Confessione: così il Papa, ieri, all’udienza generale. Francesco domani riceve i partecipanti al Corso sul Foro interno, organizzato a Roma dalla Penitenzieria Apostolica sul tema "Poniamo al centro con convinzione il Sacramento della Riconciliazione". Fabio Colagrande ne ha parlato con mons. Krzysztof Nykiel, reggente della Penitenzieria Apostolica:

Imparare a far toccare con mano la misericordia di Dio
R. - La Penitenzieria Apostolica è da sempre impegnata nell’aiutare i novelli sacerdoti e i seminaristi prossimi all’ordinazione presbiterale a formarsi correttamente per amministrare fruttuosamente il sacramento della Riconciliazione. La sua celebrazione  richiede infatti sempre più un’adeguata e aggiornata preparazione teologica, pastorale spirituale e giuridica, affinché quanti si accostano al confessionale possano, come chiede il Papa, “toccare con mano la grandezza della misericordia, fonte di vera pace interiore”. Il corso di quest’anno, infatti, - che ha registrato la presenza di circa 500 partecipanti - s’inserisce nella cornice dell’anno straordinario della Misericordia e, pertanto, ha come tema portante l’invito che Francesco ha rivolto alla Chiesa nella ‘Misericordiae Vultus’ a ridare centralità, “con convinzione”, al Sacramento della Riconciliazione.

Non ci si improvvisa confessori
D. – Cosa sta emergendo dal Corso?

R. – I diversi relatori hanno messo in luce come principalmente attraverso il Sacramento della Confessione Dio si manifesta all’uomo come Padre che non si stanca mai di perdonare e di salvare. In particolare, sono state affrontate situazioni di rilevante e attuale delicatezza che interessano il ministero penitenziale. E’ stata privilegiata la parte relativa alla retta amministrazione del Sacramento della Penitenza e alla risoluzione di casi complessi e particolari che vengono sottoposti al discernimento e alla misericordia della Chiesa. Pertanto, è necessario che i sacerdoti imparino ad amministrare bene questo Sacramento perché non ci si improvvisa confessori! Il Corso sul Foro Interno ha proprio questo scopo: aiutare i sacerdoti a imparare l’arte di essere buoni e misericordiosi confessori! Infatti, si conclude con la partecipazione nel pomeriggio di venerdì 4 marzo alla Celebrazione penitenziale presieduta dal Papa nella Basilica di San Pietro. Per l’occasione, la Penitenzieria Apostolica metterà a disposizione per l’amministrazione del Sacramento della Confessione ben 60 confessori di cui la maggior parte sono penitenzieri ordinari e straordinari delle Basiliche papali dell’Urbe, ai quali si aggiungono lo stesso cardinale penitenziere maggiore, il reggente e gli officiali sacerdoti del Dicastero. Sarà un forte momento di grazia e un’occasione favorevole per riflettere sulla nostra chiamata alla conversione, a cambiare vita e mettere l’amore di Dio al centro del nostro cuore.   

Confessionale: luogo di incontro con Cristo
D. - Come rispondere, nel concreto, all'invito del Papa a rimettere al centro la Confessione?

R. - Com’è noto, il Sacramento della Confessione ha come finalità far sperimentare l’amore misericordioso di Dio che è più grande di ogni peccato. Perciò, chi si accosta al confessionale deve sperimentare l’incontro con Cristo misericordioso, un incontro vivo e vero. Dall’incontro vissuto scaturisce l’inizio di una vita rinnovata e riconciliata. Il Sacramento della Riconciliazione acquisisce così un significato di fede esistenziale, poiché il segno della riconciliazione non è in dissonanza con la quotidianità del credente. Per questo motivo i confessori hanno una grande responsabilità davanti a Dio: quella cioè di essere un vero segno del primato della misericordia del Padre, essere misericordiosi come il Padre. Ma potranno esserlo a condizione che essi stessi si riscoprano sempre di nuovo bisognosi del perdono di Dio, peccatori perdonati, penitenti come il pubblicano al tempio che si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me peccatore”. Ai confessori è richiesto, quindi, un importante compito pastorale che è quello di favorire l’incontro tra i fedeli – specialmente i più lontani dalla grazia di Dio – e la misericordia di Dio. Essi devono essere sorgenti zampillanti di misericordia dove ogni cristiano potrà attingere in qualunque momento, e senza sosta, l’acqua del perdono e della salvezza.    

Riscoprire la grandezza dell’amore di Dio
D. - Qual è la sfida pastorale che i sacerdoti in cura d’anime e i confessori in modo particolare devono affrontare oggi?

R. - La sfida di aiutare le persone ad aprirsi sempre di più all’esperienza dell’amore di Dio! Viviamo infatti in un contesto sociale dove troppo spesso l’uomo cerca di fare a meno di Dio, lo avverte come presenza ingombrante, come l’antagonista della sua felicità e perciò tenta di sbarazzarsene illudendosi di potercela fare anche senza il suo aiuto. Perduta la strada che lo dirige verso Dio, l’uomo vive in riferimento a se stesso, diventa egoista, ripiegato su stesso, chiuso agli altri e al mondo che lo circonda. Pertanto, l’uomo contemporaneo, riscoprendo la grandezza dell’amore di Dio che si rivela soprattutto nel concedere il suo perdono, può ritrovare più fiducia in se stesso, nelle sue capacità e talenti, nel suo essere persona creata ad immagine e somiglianza di Dio. Prendere coscienza che Dio non è il concorrente dell’uomo, ma il suo più grande e vero sostenitore, diventa occasione favorevole per sperimentare la vera felicità dell’uomo e cioè l’essere amato incondizionatamente da Dio che gioisce quando ci perdona e quando lo cerchiamo con cuore sincero..  

Un convegno sulla ‘Misericordiae Vultus’
D. - Può anticiparci qualcosa sul convegno che state organizzando per fine marzo?

R. - In occasione del corrente Anno Giubilare Straordinario, la Penitenzieria Apostolica, accogliendo l’invito del Papa nella ‘Misericordiae Vultus’ a “vivere nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi”, ha organizzato un convegno di riflessione e approfondimento sulla stessa Bolla di indizione che si svolgerà dal 31 marzo al 1° aprile nel Palazzo della Cancelleria. La peculiarità del Convegno consiste nel fatto che il titolo di ogni conferenza coinciderà con una citazione tratta dalla ‘Misericordiae Vultus’. Ogni relatore avrà così l’occasione di approfondire il tema della misericordia dal punto di vista biblico, liturgico, teologico, spirituale, sacramentale e pastorale. Destinatari sono i sacerdoti, i religiosi e le religiose, gli alunni delle facoltà teologiche, gli operatori pastorali e i laici impegnati nelle comunità parrocchiali di appartenenza.  

 

(Da Radio Vaticana)