Consultazioni al via dopo il voto- Difficoltà per Rutte

2017-03-17 L’Osservatore Romano

Rutte durante un vertice con i leader  dei principali partiti (Afp)

Nei Paesi Bassi, dopo il successo del primo ministro liberale uscente, Mark Rutte, alle elezioni legislative, hanno preso oggi il via le consultazioni politiche per la formazione di un nuovo governo di coalizione, che possa disporre della maggioranza — anche minima — di 76 seggi sui 150 alla Camera dei rappresentanti. I capofila delle formazioni politiche hanno indicato nel ministro della sanità uscente, Edith Schippers, del Partito popolare per la libertà e la democrazia (Vvd), di Rutte, la persona incaricata di compiere il primo giro d’orizzonte. All’inizio della prossima settimana, Schippers incontrerà tutti i leader dei partiti per valutare la possibile coalizione; i risultati di questo confronto preliminare verranno poi sottoposti al dibattito in parlamento il 23 marzo. La nuova assemblea parlamentare — indicano gli analisti politici — sarà quindi chiamata a nominare un “negoziatore”, ruolo che fino al 2012 spettava al re. Il negoziatore dovrà verificare il raggiungimento di un accordo politico di governo tra i partiti che intendono dare vita alla coalizione. I negoziati si prevedono piuttosto complicati, dopo una campagna elettorale che ha visto ciascun partito tracciare precisi confini rispetto agli altri e data la frammentazione del panorama politico. Tutti i partiti interessati dovranno poi approvare il programma di governo, e un “realizzatore”, solitamente scelto dal partito di maggioranza relativa, dovrà concludere il negoziato e con ogni probabilità sarà il personaggio indicato dalla coalizione come primo ministro. A quel punto, in discussione saranno le poltrone. Se il processo si concluderà positivamente, il governo presterà giuramento davanti al sovrano e potrà entrare in funzione.Nelle prime dichiarazioni post-voto, i vari leader politici hanno confermato la volontà di non allearsi con Wilders, e resta improbabile anche un’intesa tra le forze di sinistra, nonostante l’ascesa del partito verde GroenLinks. L’ipotesi più accreditata è una formula a quattro, guidata dal Vvd assieme a Cda e D66, imbarcando anche i verdi.