Congresso a 10 anni dalla Deus Caritas est di Benedetto XVI

2016-02-25 Radio Vaticana

A dieci anni dalla Enciclica Deus Caritas est, la prima di Benedetto XVI, si è aperto in Vaticano un Congresso internazionale che ne vuole esaminare le prospettive teologiche e pastorali per il mondo di oggi. “La carità non avrà mai fine” è il titolo, per sottolineare che il messaggio di Dio-Amore, contenuto nel testo ha validità in ogni tempo. Gli organizzatori del Pontificio Consiglio Cor Unum e i partecipanti da diverse Conferenze episcopali e da numerosi organismi di carità cattolici saranno in udienza dal Papa questo venerdì. Il servizio di Gabriella Ceraso:

"Abbiamo dieci anni alle spalle di Deus Caritas est, è un bel traguardo, però pensiamo che sia un testo che parla ancora!". Così mons. Giampietro dal Toso, segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum, spiega il motivo del Congresso. Non dunque una commemorazione di un testo ma la prospettiva che esso apre nel mondo di oggi dominato spesso dalla dimensione dell’utilità:

"La Carità apre una prospettiva di gratuità ma, se vogliamo, ancora più profondamente, questo messaggio della carità risponde in fondo a quello che è l'uomo perchè ogni uomo nel profondo del suo cuore chiede di essere amato e di amare. E sentire che Dio è Carità è un messaggio che può fare del bene".

La Carità è il cuore della fede e della vita della Chiesa e il servizio della carità è costitutivo ad essa, come lo sono i Sacramenti e la Parola. Carità, spiega il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, non è “semplice appello morale” né “obbligo religioso” né una “specie di assistenza sociale”. A partire dall’amore sublime che unisce uomo e donna nel matrimonio, in una “comunione fisico spirituale” naturale - rispetto alla quale ogni altro tipo di unione rappresenta una falsa ideologia imposta dalla politica - l’amore vero è dedizione e perdono, è dono al prossimo di quanto ricevuto da Dio. E nella misura in cui sapremo essere testimoni di questo amore, sottolinea il porporato, porteremo la luce di Dio al mondo.

“Non ci sono barriere per la carità, la cui missione interna è proprio far sentire la bontà di Dio oltre ogni frontiera” scrive il Papa emerito Benedetto XVI ai partecipanti del Congresso. “Nessuno è indifferente agli occhi di Dio” e questo è tratto comune tra le religioni tanto da poter costituire una piattaforma per un dialogo e un lavoro comune. Per il mondo ebraico, parla il rabbino David Shlomo Rosen dell'American Jewish Committee:

R. -There is not one word…
Non c’è soltanto una parola nell’ebraismo per indicare la carità….. La più comune è il concetto di “Sadaqah”, che significa giustizia. In altre parole, è il modo giusto di comportarsi. Non è qualcosa per cui tu ricevi una pacca sulla spalla, ma dovrebbe essere automaticamente il modo naturale di comportarsi, con generosità di spirito. E’ radicata nel riconoscimento che ogni essere è creato ad immagine divina. In altre parole, la presenza di Dio si trova negli altri, e perciò la nostra risposta agli altri è la risposta a Dio. Ma c’è anche una parola più profonda ed è la parola “Hesed”, che significa più che semplice carità, "grazia", nel senso più vicino al concetto cristiano di questo termine, e si riferisce non solo alla nostre interazioni umane di bontà amorevole e misericordiosa, ma soprattutto all’atteggiamento di Dio verso di noi: di amore illimitato, che sempre ci perdona.

D. – Può essere strumento di dialogo tra le religioni?

R. – Of course, even on the concept…
Certamente, anche nel concetto di “Sadaqah”, che è vero, perché il momento in cui riconosciamo che ogni essere umano è stato creato ad immagine divina, allora riconosciamo che non possiamo davvero servire Dio se non serviamo i nostri compagni; non possiamo amare Dio, se non ci amiamo l’un l’altro.

Gli fa eco il prof. Saeed Ahmed Khan, della Wayne State University:

R. – Charity oftentimes is limited in the way that people describe it: they think of it as giving …
Spesso il concetto di “carità” viene limitato dal modo in cui le persone la descrivono: pensano, infatti, che significhi dare qualcosa a qualcuno che è in necessità e generalmente questo viene posto in termini di necessità materiali: dare cibo, riparo, vestiti … Invece, “carità” è un termine molto più ampio che, ancora, nell’Islam è considerato una benedizione, uno strumento per manifestare l’amore e la misericordia e l’empatia nei riguardi dell’umanità. Il profeta Mohammed ha detto che perfino un sorriso può essere una forma di “carità”.

Al Congresso sarà dato spazio anche alle testimonianze di progetti concreti di carità sul territorio: da Capo Verde, alla Siria, all'America latina. Il Congresso affronta anche le prospettive antropologiche e filosofiche della carità.

(Da Radio Vaticana)