Concerto di Natale in Vaticano per i bambini del Congo e dell'Argentina

2017-11-20 Radio Vaticana

di Gabriella Ceraso

Torna la grande musica in Vaticano, il 16 dicembre, con il Concerto di Natale, giunto alla 25.ma edizione. Artisti di tutto il mondo - tra cui Lola Ponce, Joaquín Cortés, Patthy Smith - saliranno sul palco dell’Aula Paolo VI per raccogliere fondi a favore di due progetti educativi destinati a bambini e giovani nella Repubblica democratica del Congo e in Argentina.

E’ un appuntamento ormai abituale che però quest’anno si inserisce in una cornice speciale, come ha spiegato, presentando il concerto, mons Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica che patrocina l’evento. C’è “l’attenzione ai poveri e agli ultimi, che il Papa ha sottolineato proclamando una Giornata mondiale dei poveri, e c’è il cinquantesimo - il 1° gennaio 2018 - della Giornata mondiale della pace”. “Pace in terra e poveri -spiega mons Zani - è per questo che come Congregazione per l’Educazione Cattolica abbiamo deciso di dare il Patrocinio, perché la pace, l’accoglienza, la fraternità si costruiscono con l’educazione e la formazione, strumenti di riscatto della persona. Non si tratta di una pace fatta di parole ma di gesti concreti”.

Ascolta l’intervista a mons Vincenzo Zani:

Da qui la scelta della tipologia di progetti da sostenere quest’anno: protagonisti sono la Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes che con i fondi raccolti lavorerà al contrasto della piaga del bullismo e del cyberbullismo, e la Fondazione Don Bosco nel Mondo impegnata nella liberazione di molti bambini che nella Repubblica Democratica del Congo lavorano nelle miniere, senza protezione e sottoposti a schiavitù, per l’estrazione di materiali che arricchiscono il resto del mondo.

“La Repubblica Democratica del Congo” - ha spiegato don Tullio Orler, presidente della Fondazione Don Bosco nel Mondo - “ha l’80% delle riserve mondiali di coltan e sono i bambini a pagarne le conseguenze. 1 chilogrammo di coltan costa la vita a due di loro in media, morti per incidenti o crolli nelle miniere stesse. Il nostro progetto coinvolgerà circa 4000 persone e punta a sottrarre al lavoro forzato almeno 360 tra ragazzi e bambini e a inserirli in scuole o contesti formativi che garantiscano un futuro alle famiglie e alla società tutta”.

Ascolta l’intervista a don Tullio Orler:

Anche le Scholas Occurrentes hanno a cuore l’educazione come chiave per la lotta al degrado e alla povertà: "Noi agiamo in tre ambiti di solito, sport, arte e tecnologia”, spiega José María del Corral, presidente della Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes. “Questa volta ci impegniamo sul fronte dell'arte e ci affidiamo alla voce dei cantanti che saranno in Aula Paolo VI. Vogliamo realizzare un progetto di contrasto al bullismo e al cyberbullismo, un problema enorme per i giovani di tutto il mondo e prevediamo la Costituzione di un Osservatorio mondiale, la produzione di materiale didattico di prevenzione, il disegno di un itinerario formativo con le scuole e la promozione di comportamenti prosociali attraverso la rete e le comunità di internauti”.

Il presidente del Corral spiega come il Papa sia a conoscenza della gravità della diffusione del bullismo e annuncia che proprio in Vaticano nel primo semestre del 2018 sarà convocato il primo Incontro internazionale dei giovani vittime del bullismo e del cyberbullismo.

Ascolta l’intervista integrale a José Maria Corral:

(Da Radio Vaticana)