Le meditazioni per la Via crucis che sarà presieduta da Papa Francesco al Colosseo la sera di Venerdì santo

2013-03-24 L’Osservatore Romano

Le meditazioni delle quattordici stazioni della Via Crucis — che sarà presieduta da Papa Francesco al Colosseo la sera di Venerdì Santo, 29 marzo — sono state scritte da giovani libanesi sotto la guida del cardinale Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti. Anonimo, «I stazione: Gesù è condannato a morte» (XIX secolo, Betlemme)Il testo, che sarà pubblicato in questi giorni dalla Libreria Editrice Vaticana (pagine 70, euro 3), rappresenta un grido contro l’ingiustizia, un invito a riscoprire il valore della pace, una testimonianza di solidarietà verso quanti soffrono. Lo spiega il cardinale Raï in un'intervista al nostro giornale.

 Qual è il messaggio principale di queste meditazioni?

I giovani hanno potuto meditare sul valore della sofferenza di Cristo, come valore redentivo e di salvezza. In questo modo, si sono  espressi a nome di quanti soffrono e hanno trasmesso la speranza della risurrezione. La scelta di Benedetto XVI di affidare a loro le meditazioni è stata un gesto profetico.

Come è nata l’idea?

Ripeto, è  stata di Benedetto xvi. Ha voluto dare loro modo di esprimere tutte le ansie e le attese dei popoli del Medio Oriente. Nel preparare le meditazioni i ragazzi sono partiti dalle letture bibliche e hanno indicato tre punti  essenziali: la meditazione spirituale, le sofferenze del Medio Oriente e dell’umanità e le attese di speranza in Cristo crocifisso e risorto.

Come hanno accolto i popoli del Medio Oriente l’elezione di Papa Francesco?

Il nostro popolo ha accolto con molto entusiasmo Papa Francesco, che con il suo sorriso e il suo stile fin dalla prima apparizione ha conquistato la simpatia del mondo intero. La sua elezione ha dato anche coraggio al nostro popolo e ha acceso una grande speranza.