Come costruire il futuro del movimento cattolico
2012-07-05 L’Osservatore Romano
«Gli studi (disse bene il cardinale Capecelatro) devono essere grande leva per l’avvenire del movimento sociale-cattolico in Italia». «Nessuno più di V. E. comprende l’urgenza del sapere cristiano da rivendicarsi nel nostro Paese fra il dilagare del razionalismo». Sono passi tra i più significativi di due lettere inedite di Giuseppe Toniolo all’arcivescovo di Taranto, monsignor Pietro Alfonso Jorio (1885-1908), ora emerse dall’archivio storico diocesano tarantino, e risalenti alla fine del XIX secolo.
La
circostanza dei contatti tra il professore di economia e il presule pugliese non
era casuale. Sul finire dell’Ottocento, l’arcivescovo Jorio era tra le figure
più in vista in Italia per la sensibilità verso il movimento cattolico e per la
sintonia di vedute con Leone XIII. Espressione più viva di tale apertura era
stata la celebrazione del XVIII Congresso nazionale dell’Opera dei Congressi
(1901) a Taranto proprio su impulso dell’arcivescovo. In tale occasione, tra i
numerosi partecipanti giunti da tutta l’Italia c’era lo stesso Toniolo che si
era distinto per alcuni autorevoli interventi.
Le lettere di Toniolo sono scritte a cavallo di avvenimenti importanti per la vita dell’economista. Il nuovo beato era reduce dal Congresso internazionale delle scienze cattoliche a Friburgo e, il 7 aprile 1898, confessava al vescovo tarantino di aver sentito l’ “inferiorità” degli studi cattolici italiani rispetto a quelli più avanzati di altri Paesi europei. Animato dallo zelo di diffondere il “sapere cristiano” il 23 settembre 1899 Toniolo tornava a scrivere a Jorio ringraziandolo per il sostegno offerto all’istituzione che avrebbe dovuto favorire tale penetrazione: la Società cattolica italiana per gli studi scientifici.
La lettera, peraltro, è viva espressione della passione culturale e cristiana di Toniolo. Il professore riferiva sugli ulteriori indirizzi di studio delle sezioni all’interno della Società Scientifica, sulla concreta intenzione di fondare nuove riviste scientifiche per lo studio storico e delle scienze filosofico-religiose, sulla necessità di ricevere il «favore efficace dei buoni, in specie del clero intelligente e colto». Due testi inediti dunque (oltre un biglietto da visita con la richiesta di «una sua parola di conforto e benedizione» per la prima adunanza della Società Scientifica) che mettono ulteriormente in evidenza una delle convinzioni centrali del pensiero di Toniolo: la formazione intellettuale e interiore dell’uomo, arricchita dalla fede, costituisce il serbatoio di nuove energie per la vita civile politica ed economica.






