​Colpito un centro di ricerche scientifiche nei pressi di Damasco -Nuovo raid israeliano in Siria

2017-12-05 L’Osservatore Romano

 Raid aerei israeliani hanno colpito in nottata un centro di ricerche scientifiche nell’area di Jamraya, nei pressi della capitale siriana. Lo riferiscono i media locali. Al momento non ci sono notizie di danni o vittime. È la seconda volta in pochi giorni che viene attribuito alle forze israeliane un attacco in Siria.

Un edificio colpito da raid in un sobborgo   di Damasco (Epa)

Secondo l’emittente televisiva Al Mayadeen, affiliata agli Hezbollah, nella tarda serata di ieri Israele ha lanciato sei missili, di cui solo tre sembra siano stati intercettati dal sistema di difesa. Sempre ieri alcuni siti israeliani hanno pubblicato immagini di danni provocati da un altro raid condotto dai caccia di Tel Aviv contro quella che secondo le fonti israeliane sarebbe una base iraniana in Siria. Si tratta di una decina di edifici distrutti nella base di al Kiswah, situata 13 chilometri a sud di Damasco. Media arabi avevano già riferito che, nella notte tra il 1 e il 2 dicembre, caccia israeliani avevano lanciato missili contro la base dallo spazio aereo libanese.

Ma la voce delle armi non scoraggia l’opera di quanti pensano a un futuro di pace per la Siria. Il Kuwait ha promesso investimenti nell’edilizia per la ricostruzione dopo le devastazioni causate dai miliziani del sedicente stato islamico (Is). È quanto ha annunciato il delegato del Fondo del Kuwait per lo sviluppo economico arabo, Thamer Al Failakawi. «La crescita economica — ha detto il funzionario — è un aspetto fondamentale per lo sviluppo sostenibile e la questione del rilancio delle zone depresse del mondo circostante deve riguardarci da vicino». Dunque, Al Failakawi ha assicurato che «1,6 miliardi di dollari sono stati stanziati per la Siria» e ha chiarito che uno dei primi progetti prevede la costruzione di strade e infrastrutture nella provincia di Deir Ezzor, che è stata recentemente strappata ai terroristi dell’Is.

Ma si guarda anche all’Iraq. «Nel 2018 il Kuwait finanzierà progetti anche pensando a Baghdad», ha affermato Al Failakawi, aggiungendo che «è stato già stipulato un contratto di finanziamento per la costruzione di alcune scuole nella capitale irachena e in altre province». Ha ammesso che «il rischio è elevato» ma si è detto certo che arriveranno fondi e tecnologia».